Frana minaccia abitato di Canossa

Sopralluogo interistituzionale ieri mattina sulla frana del rio San Luca che, dall’aprile 2005, minaccia l’abitato di Canossa. A controllare lo stato d’avanzamento dei lavori c’erano infatti l’assessore provinciale alla Protezione civile, Luciano Gobbi, insieme al geologo della Provincia Alessio Campisi, Gaetano Sartini, Giuseppe Caputo, Raffaella Basenghi e Alessandra Tessarollo del Servizio territoriale di bacino (ex Genio civile), il sindaco Enzo Musi, il vicesindaco Ivo Gibertini e il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Canossa Tiziano Teneggi, nonché il presidente Emilio Bertolini e lo staff tecnico della Bonfica Bentivoglio Enza.


In pratica tutti gli enti che, in modo coordinato, stanno operando per contenere il movimento franoso nella vallata del bacino del rio San Luca iniziato nell’aprile 2005 e ulteriormente aggravatosi con le piogge dello scorso ottobre. Un frana che rischia di minacciare seriamente l’abitato di Canossa, visto che il piede del fronte franoso si è arrestato – proprio grazie all’azione congiunta coordinata dalla Provincia – a duecento metri dal paese.

Durante il sopralluogo sono state visionate le opere realizzate con i finanziamenti stanziati dalla Regione Emilia-Romagna ed è stato fatto il punto sui lavori in fase di ultimazione. Le opere di contenimento, la cui realizzazione è stata posta a capo del Servizio tecnico bacini Enza, Panaro e Secchia e del Consorzio di bonifica Bentivoglio Enza, sono state ultimate e, attualmente, rimane da completare la sistemazione dei fossi nella parte centrale della frana e delle condotte a valle dell’abitato per consentire di raggiungere un’adeguata condizione di sicurezza.

Nella parte alta della frana, poco a valle della paratia realizzata dalla Provincia di Reggio Emilia a sostegno della Sp 54 nel 2005, il Servizio tecnico di bacino ha invece realizzato, negli ultimi mesi, una seconda struttura di contenimento su pali, con la funzione di consolidare la porzione di versante che funge da serbatoio del materiale costituente la frana. Questo intervento, associato ad un efficiente drenaggio sia superficiale sia sotterraneo, permetterà di eliminare la parte di alimentazione del corpo di frana impedendo spostamenti a valle del materiale, contribuendo anche a diminuire fortemente il trasporto solido delle acque superficiali.

Nella parte mediana interverrà sempre l’ex Genio civile per creare una rete di deflusso delle acque superficiali scavando nuovi canali e ripristinando quelli già esistenti, in modo da creare una rete di drenaggio che possa smaltire eventuali precipitazioni eccezionali. Si tratta dell’intervento più importante, perché con i movimenti della frana avvenuti nell’aprile 2005 era stato completamente cancellato tutto l’alveo del Rio San Luca, causando la formazione di ristagni idrici e la dispersione delle acque superficiali non più regimate, fenomeni che possono col tempo provocare piccole riattivazioni.

Altro punto critico della frana, responsabile dell’allagamento che ha interessato un quartiere del capoluogo, è rappresentato dal tratto tombato che permette il passaggio del corso d’acqua sotto alla Sp 513. In questo tratto è già intervenuta la Bonifica Bentivoglio Enza, durante il 2005, sostituendo alcuni dei vecchi manufatti con altri opportunamente sagomati e pulendo tutto il tratto ipogeo che risultava occluso da materiale trasportato dal rio durante gli eventi di piena.

Un prossimo sopralluogo a Canossa per monitorare i lavori è già stato fissato per settembre. “La Provincia di Reggio Emilia, che fin dal manifestarsi dell’evento ha assunto le funzioni di coordinamento dell’emergenza e messa in sicurezza – commenta l’assessore Luciano Gobbi – si sta dunque impegnando per monitorare i lavori di completamento e porre in essere tutte le azioni necessarie al reperimento di eventuali ulteriori risorse, visto che i circa 150.000 euro finora stanziati dalla Regione sono purtroppo insufficienti. A Canossa stiamo proseguendo e affinando le opere sin qui intraprese per mettere in sicurezza l’intero versante e dare una risposta ai cittadini, ovviamente preoccupati che con le prossime piogge autunnali la frana si riattivi. Monitorare le opere completate e decidere con una visione diretta sul campo ciò che rimane da fare è importante perché credo offra la garanzia di lavorare al meglio”.

Nel corso del sopralluogo di martedì da parte di tutti è stato espresso apprezzamento per i lavori fin qui eseguiti e ci si è impegnati a ritrovarsi a settembre per redigere un progetto complessivo di sistemazione definitiva dell’intero versante, “per il quale – sottolinea Gobbi – occorrerà richiedere ulteriori fondi alla Protezione civile e alla Difesa del suolo attraverso la Regione”.

Quello di Canossa è stato il primo di una serie di sopralluoghi che l’assessore provinciale Gobbi intende compiere in agosto per monitorare direttamente l’evoluzione dei lavori sui movimenti franosi della provicnia e seguiire da vicino il ripristino delle frane che interessano direttamente le strade provinciali. Prossime uscite sono già state programmate a Cà Lita e Fontanelle di Baiso e a Camporella di Ramiseto.





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