Distretto di Sassuolo “Student Party”: lettera al Direttore
Riceviamo e pubblichiamo:
Gentile Direttore,
chiedo l’ospitalità del suo giornale per segnalarle una notizia di cronaca che credo debba arrivare all’attenzione dei suoi lettori.
Nel corso dell’anno scolastico vengono proposti agli studenti degli istituti superiori del nostro Distretto di Sassuolo “Student Party” organizzati di volta in volta presso locali pubblici dei diversi Comuni.
Sabato 18 febbraio uno di questi eventi si è tenuto nel Comune di Formigine presso la discoteca “Mamma Orsa”.
Come di consueto gli organizzatori, non ben identificati, si sono avvalsi di alcuni giovani studenti frequentanti i diversi istituti scolastici del territorio per promuovere l’iniziativa all’interno delle scuole ed effettuare le prevendite per l’ingresso a tale festa studentesca.
I miei figli, come molti altri, hanno chiesto di partecipare acquistando a scuola i biglietti – a prezzi non certo modici trattandosi di euro 25 /20- e noi genitori abbiamo dato l’assenso convinti si trattasse di un evento adatto a ragazzi minorenni (tra i 14 e i 18 anni).
Al momento dell’uscita dalla discoteca, a festa conclusa, abbiamo appreso dai nostri figli che nel corso della serata erano stati distribuiti sui tavoli dei cestelli contenenti bevande analcoliche ma anche e soprattutto alcolici e superalcolici ( birra, champagne, vodka, rhum, ecc ecc.).
Uno dei partecipanti, minorenne, in stato di incoscienza, trasferito all’esterno del locale dai responsabili della vigilanza, è stato soccorso dai compagni che hanno allertato l’ambulanza e quindi ricoverato presso l’Ospedale di Baggiovara, altri hanno manifestato successivamente a casa le conseguenze dell’abuso di alcolici.
Ora ci chiediamo come è possibile che i gestori di tali locali che promuovono iniziative per adolescenti, ai quali peraltro la Scuola correttamente propone percorsi di conoscenza delle gravi conseguenze derivanti dall’uso di alcolici, possano violare le norme vigenti in materia di somministrazione di alcolici.
Noi abbiamo deciso che i nostri figli non vi parteciperanno più ma ci chiediamo se non sia il caso che si intervenga ad un livello più ampio.
(M.C.B.)








e’ molto più semplice addossare colpe ad altri per lavarsi la coscienza , piuttosto che riconoscere la propria incapacità ed il proprio fallimento nel gestire i rapporti con il proprio figlio .
Purtroppo mi pare che molti di questi commentatori non abbiano neanche letto la lettera iniziale. Questi genitori lamentano di aver dato l’assenso a una festa studentesca in discoteca e di aver poi realizzato di aver mandato i loro figli in una serata di superalcolici. E sostengono che a fronte di 20-25 euro di ingresso con tavolo, sul tavolo c’erano già pronte e servite bottiglie di spumante e di vodka.
Almeno su questi due punti siete in grado di essere chiari una volta per tutte, senza giri su identità segrete e alcool comprato al supermarket o patrimoni spesi per il bere? C’erano o no bottiglie servite al tavolo di chi ha pagato 20 o 25 euro per una serata fra sedicenni studenti superiori?
E una domanda: sapendo che queste serate sono a forte prevalenza di minori, non vi sarebbe possibili, cari gestori del Mamma Orsa, non servire superalcolici, solo in queste occasioni? Non dico di offrire solo succo di carota, evitare magari la vodka, dare qualche birra, un po’ di prosecco.
O magari così la serata non decolla?
Caro Nicola,
ho 24 anni ed ero presente sabato sera, ci sono spesso sia di sabato che di domenica. I superalcolici non sono sul tavolo, ma vengono ordinati dai ragazzi stessi e il locale non può esimisersi dal non darglieli. Funziona così in tutti i locali, vi state puntando sul Mamma Orsa che effettivamente è quello che non fa sconti ed ha i prezzi più alti. Quando vado in altri locali la situazione è peggiore e non faccio nomi.
Cercate di essere più obiettivi.
Lei aveva un tavolo prenotato e pagato? O è l’ennesimo che parla per sentito dire? Mi interessano solo riposte informate, che a quanto pare non arrivano. Chissà come mai…
Quando ci vado, o io o i miei amici abbiamo sempre un tavolo!!!!!
E se ordino 10 caraffe di succo d’arancia, mi portano 10 caraffe di succo d’arancia!!!!
Se ordino una bottiglia di champagne, mi portano una bottiglia di champagne!!!!
Se ordino una bottiglia di vodka, mi portano una bottiglia di vodka!!!!
Spesso abbiamo delle ragazze che non bevono e insieme alle nostre bottiglie prendiamo caraffe di analcolici!!!!
Questi ragazzi, come noi, bevono quello che ordinano!!!!!
Cos’è che non capisce? Quello che non vuole capire o quello che gli fa comodo?
Cosa c’è che non le torna?
Son 3 giorni che vengono date spiegazione e lei ancora non le capisce.. Chissà come mai….
Dai genitori e anche dai ragazzi risulta una cosa diversa. Sto sempre aspettando eventuale risposta dal Mamma Orsa. Hanno ordinato champagne e vodka o gli sono stati serviti?
Gent.mo Sig. Nicola,
mi sembrava di aver già risposto, ci riprovo.
Qui viene servito quello che uno chiede!
A 2 condizioni:
1) devi possederne i requisiti (16 anni e privo di evidente stato di alterazione)
2) quello che prendi lo paghi (e noi abbiamo i prezzi più alti)
I ragazzi che hanno prenotato il tavolo, pagano una quota per il biglietto di ingresso e con il restante dei soldi che raccolgono, gli viene mostrato il listino delle consumazioni e decidono che cosa ordinare.
Se hanno 300 € e mi chiedono 300 bottiglie di acqua, gli portiamo 300 bottiglie di acqua.
Quando si entra al locale non c’è nulla sui tavoli e non viene portato nulla fino a quando raccolgono i soldi e ci ordinano il bere.
Come fa la gente ad ubriacarsi?
Mediamente in 8 raggiungono la quota necessaria per comprare una bottiglia di vodka.
7 di questi prendono il bicchiere, ci mettono il ghiaccio, 2 dita di vodka, e il resto del bicchiere da 0,35 viene riempito di lemon o redbull o succo d’arancia. C’è l’ottavo invece, che decide di fare il fenomeno, si prende la bottiglia di vodka, la porta alla bocca e se la scola!
Tutti i locali esistono e, come principio di fondamento, offrono musica e la possibilità di ballare. Le nostre licenze particolareggiate sono apposite per il pubblico spettacolo, e solo le discoteche che hanno questa licenza possono fare ballare a differenza di molti circoli e ristoranti che una volta finito di sparecchiare allargano i tavoli e fanno ballare. Ma non potrebbero..
Noi esistiamo per fare musica, spettacolo e ballo.
Il bar e le consumazioni, sono un accessorio e, NON viene regalato e servito nulla se NON ordinato e pagato. NON è obbligatorio bere per venire a ballare! L’alcol costa! E noi saremmo molto più contenti e guadagneremmo molto di più se la gente si abituasse a venire solamente a ballare. Basterebbero dai 5 agli 8 € per venire a ballare.
Tolto il discorso del ballo, noi siamo come un comunissimo bar o supermercato. Se entri hai la possibilità di scegliere tra una vastissima proposta di bevande. Non abbiamo solo alcol! Ho il thè alla pesca, la Fanta, la Sprite, e addirittura la cedrata Tassoni! Ma come al bar o al supermercato se uno entra e prende una bottiglia e la paga, nessuno può dirgli nulla (sempre nel rispetto delle condizioni di cui sopra).
L’esempio e conferma ce l’ha nel commento della Sig.ra Sara di cui ricordo perfettamente l’aneddoto. Venne qui con suo marito e con i genitori del secondo festeggiato, spiegai loro come funzionava e prendemmo accordi. Non vollero alcol al tavolo ad esclusione del prosecco necessario per il brindisi al momento in cui venne portata la torta. E così fu! Se poi tra quel gruppo di ragazzi, uno o più hanno messo le mani in tasca e sono andati al bar a comprarsi un alcolico, questo non lo so ed onestamente non era nemmeno affar mio dato che comunque erano tra l’altro maggiorenni!
Le ripeto la mia domanda ed il mio pensiero esposto in altri commenti.. Ma lei ha idea di quanto rischio e quanto mi costa una simile situazione? Qui gli errori non si pagano solo con delle multe e uno potrebbe fare dei calcoli. Qui gli errori si pagano con il ritiro della licenza e con delle denunce penali e qui NESSUNO è tanto incosciente o ha voglia di rischiare così tanto, mi creda!
Un’ultima cosa: dal prezzo dei tavoli vengono tolti 5 € cad che servono per l’ingresso e per pagare i diritti SIAE ecc. e la spesa media dei tavoli è quindi di 5/10/15 €. Chi è venuto a 20/25 € (ma si sono toccate punte anche a 30/40 €) è partito da casa con l’intenzione di “andar giù forte” quella sera. E’ il gruppetto che decide quanto mettere a budget e cosa ordinare.
A controllare tale situazione tutte le sere, compreso sabato, all’ingresso c’è un ispettore della SIAE che verifica e conta tutte le persone che entrano, quanto pagano e che biglietto o scontrino viene rilasciato e non me ne fa scappare nemmeno uno dato che prendono una percentuale sul numero delle persone e sull’incasso! E se passa di qui le faccio vedere il verbale di accertamento e controllo proprio di sabato.
La prego di dirmi se le ho tolto tutti i suoi dubbi o se ne ha degli altri che eventualmente le torno a rispondere o la invito qui e le faccio vedere di persona.
Però le chiedo cortesemente di non perseverare nelle insinuazioni altrimenti sarebbe inutile continuare a chiedere un mio intervento se poi mette in dubbio le mie risposte. Giusto?
Dirò di più.
L’articolo del giorno seguente sulla Gazzetta di Modena con l’intervista alla Presidente dell’Associazione Italiana giovani vittime della strada, Laura Caldarella, dice che i gestori sono dei veri attentatori alla salute dei ragazzi e vanificano le assemblee contro l’abuso di alcol, devo dirle che probabilmente tutto il suo impegno non raccoglie proseliti e vi suggerisco di fare un giro nei supermercati il sabato pomeriggio dove i ragazzi comprano con pochi euro delle bottiglie di alcol che si bevono prima di entrare in discoteca!!! Visto con i miei ochhi!!!! con bottiglie trovate vicino alla mia macchina!!!!
Chiudete i supermercati allora!!!!
Stai svicolando. Tu sabato avevi un tavolo pagato a 20-25 euro e hai ordinato da bere? Quindi mentono queste persone che dicono che nella tariffa 20-25 euro per prenotare il tavolo erano incluse vodka e spumante? E’ semplice, non ci vogliono tre giorni per capirlo. Mentono o menti tu?
Sicuramente i controlli all’ingresso vengono effettuati…anche perchè un locale non mette a rischio il proprio nome per dare un drink a un minore di 16 anni…detto ciò bisogna anche capire dove va preso questo bere. Mi spiego meglio un locale non ha nessuna intenzione di “svendere” l’alcool, anche perchè è la principale fonte di guadagno, quindi i drink e il tutto ha un costo diciamo elevato…quindi se un ragazzino riesce a prendere talmente tanto bere da star male significa che i soldi in tasca li ha, presumibilmente dati dai genitori. Quindi i genitori che scrivono scandalizzati dovrebbero farsi un piccolo esame di coscienza e capire se hanno fatto il loro lavoro da “tutori”, perchè non è possibile che al primo problema scaricano il barile al locale…così mi sembra troppo facile e semplice delegare le proprie negligenze e inettitudini. Vorrei rivolgermi sempre ai cari genitori, che sembrano cadere al giorno d’oggi sempre più dal pero , ma voi sapete quante vostre figlie svuotano bottigliette d’acqua che poi riempiono di vodka e le portano all’interno dei locali notturni? Vi posso garantire che è una pratica fatta da più ragazzine…quindi se i vostri figli non si sanno dare una REGOLATA…non sanno quando devono smettere di BERE la colpa NON è MAI dei gestori o del locale…ma forse la colpa è di una CATTIVA e INADEGUATA EDUCAZIONE e soprattutto PRESENZA dei genitori che conoscono sempre meno i propri figli e fanno sempre meno per cercare di conoscerli.
Caro genitore moralista per caso, io sono stato la domenica e ho pagato 12 euro con un buon buffe . Come fatte a dire che l’ingresso costi 20-25 euro ? Perché non accompagnare i figli dentro visto che siete dei moralisti adesso . Quando li fatte scendere nel parcheggio e non guardate se entrano o no ? PENSACi caro genitore anche tu sei stato giovane PENSACi prima di fare il moralista …….
Incredibile un genitore che si vuole autogiustificare..io la prima volta che sono tornato a casa ubriaco a ballare non ci sono andato per taaaaanto,mia mamma non era contentissima..pensate di cominciare a darla qualche responsabilità ai vostri figli?pensate di toglierli da quella teca di vetro nella quale li volete lasciare?pensate che si possano chiedere documenti a tutti?a tutti???sempre???io vorrei vedervi in faccia per capire veramente se ci credete quando lo dite…io sono sicuro sia solo un vostro modo di giustificarvi, delle vostre mancanze e delle vostre responsabilitànon ci credo che pensiate veramente sia vero. Ho lavorato in qualche locale, ho visto come lavorano al Mamma orsa…I VOSTRI FIGLI NON SONO INTOCCABILI…
bello comunque, avere sempre qualcuno a cui dare la colpa
Ho chiesto lumi a mio nipote,minorenne,presente all’Happenning del Mamma Orsa per capire come è stata organizzata la cosa. PR al servizio del locale hanno battuto le scuole del territorio,hanno preso la prenotazione,hanno incassato i soldini ed hanno rilasciato un tichet da presentare al locale.
E’ acclarato che una gran parte dei ragazzi era minore….i genitori erano sicuri che la festa rientrasse nella normalità,anche perchè tutti avevano parlato di ” normalità. Nessuno al locale ha controllato, so che nelle serate normali il controllo a campione viene fatto. Apro un altro capitolo : i PR come sono stati pagati ? hanno emesso regalare documento fiscale ? Certe serate vanno adeguatamente monitorate…..sotto tutti i punti di vista.
Siamo una delle categorie più controllate anche da questo punto di vista. L’ultimo risale proprio all’ultimo sabato prima della chiusura per neve. In uno dei controlli ho contato 42 persone tra agenti di Polizia, Carabinieri, Finanza ed Ispettorato del Lavoro. 43 se contiamo anche il simpatico pastore tedesco dell’antidroga. Hanno ricomposto anche i post-it strappati dentro al contenitore della carta.
Non si preoccupi, ci riservano una particolare attenzione al nostro settore.
E le aggiungo che non mi dispiace, dovrebbe essere così un po’ dappertutto, anche se effettivamente creano non poco disagio durante la serata e mettono tutti in ansia ed apprensione. Normale credo.
“Uno dei partecipanti, minorenne, in stato di incoscienza, trasferito all’esterno del locale dai responsabili della vigilanza, è stato soccorso dai compagni che hanno allertato l’ambulanza e quindi ricoverato presso l’Ospedale di Baggiovara, altri hanno manifestato successivamente a casa le conseguenze dell’abuso di alcolici.”
Considero molto grave gestire nel modo di cui sopra una situazione di questo tipo,soprattutto se c’è di mezzo un minorenne che viene letteralmente sbattuto fuori al freddo…….eppure dovrebbe essere prevista una formazione adeguata per chi è deputato al mantenimento dell’ordine all’interno dei locali.
Se un gestore non è in grado di affrontare correttamente situazioni di questo tipo è meglio che rinunci ai guadagni ottenuti dalla clientela dei minorenni e si dedichi ai più grandi….e spesso anche più coglioni,oltre che consapevoli.
Gent.mo/a “APOSTATA”,
tutto il personale è formato in pratiche di 1° soccorso e, io stesso ho svolto volontariato in Pubblica Assistenza e 118 per ben 11 anni!
Il ragazzo è stato accompagnato fuori (lontano dalla confusione), assistito da camerieri, servizio di vigilanza (anch’essi formati oltre che dal punto di vista di ordine pubblico, anche da pratiche di primo intervento) e da altre persone. NON E’ MAI STATO ABBANDONATO UN SOLO ISTANTE!!
Sappiamo bene quali sono gli effetti e le procedure per soccorrere chi ha bevuto troppo, come ad esempio la lavanda gastrica e la somministrazione di soluzioni per via endovenosa per riequilibrare i liquidi.
La prego di illuminarci sulle nuove metodologie, nel caso ve ne fossero e noi non ne fossimo ancora al corrente, o di spiegarci che cosa ritiene così grave nella prontezza del nostro intervento, ricordandole che è il nostro personale che si è accorto del malessere del ragazzo e non di certo gli amici che gli stavano intorno.
Dobbiamo fare un massaggio cardiaco a chi batte comunque il cuore? Dobbiamo fare la respirazione bocca a bocca anche se respira da solo? Gli dobbiamo violentare lo stomaco per farlo vomitare? Gli mettiamo un imbuto e gli facciamo ingurgitare litri di caffè, acqua, zucchero o sale?
La prego di illuminarci ora, che siamo ansiosi di apprendere da lei gli ultimi aggiornamenti in fatto di soccorso per simili casi..
E’ lei quello formato,non io:sono un semplice genitore in un caso di questo genere se mi mandate mio figlio in ipotermia io vi porto in giudizio e stia pur tranquillo che il giudice mi darà pure ragione…….non c’è bisogno di una gran formazione per prevedere all’interno dei locali specifici spazi per emergenze di primo soccorso.
Ok, compreso.
Mi informerò in ufficio tecnico comunale per aprire una DIA, sacrificare il guardaroba o altra superficie del locale per ricavare una stanza di primo intervento. Grazie del suggerimento, anche se non previsto o richiesto dalle normative, non ci avevamo pensato.
Le ricordo però che in quasti c’è bisogno anche di una buona ossigenazione di aria fresca e pulita.. Quindi dovrei fare la stanza con ventilazione di aria esterna, che in questo periodo è comunque fredda.. Difficile evitare l’ipotermia ma siamo convinti che i nostri tecnici e il nostro sindacato mi sapranno dare una soluzione.
Mia nipote di 13 anni l’altro giorno ha comprato un cutter per fare dei lavori di bricolage per la scuola e si è ferita un dito. Mi consiglia di denunciare il produttore del cutter o la ferramenta che gliel’ha venduto?
Le consiglio di medicarla con attenzione e di non sottovalutare mai gli incidenti domestici,la sua formazione sicuramente le ha permesso di dotarsi di una cassettina ben assortita per il pronto soccorso casaligno.
Apostata, ma perchè suo figlio a sto punto non lo tiene in una culla piena di cuscini in casa sua invece che essere così indispettito e sarcastico?! I locali non sono dei Pronto Soccorso dedicati ai figli di chi non sa insegnare COME COMPORTARSI !!!
Si preoccupi dei suoi di figli,sempre che ne abbia,al mio ci penso io….continuerà a frequentare i locali e a prendere un qualche sberlone quando sarà necessario,anche se ormai è pronto per menare me……ovvio che se ci sono gestori che paragonano i loro locali a cutter taglienti nelle mani di una bambina il lavoro dei genitori si fa ancora più duro………………
A dicembre ho organizzato la festa del 18° di mio figlio e di un altro suo amico.
Siamo andati di persona al Mamma Orsa per vedere il locale e parlare con i gestori; abbiamo concordato prezzo e servizi offerti.
Abbiamo trovato 2 persone attente e responsabili che hanno rispettato i nostri accordi (nell’occasione è stato preparato un buffet, con bevande analcoliche e 3 prosecchi per 25 ragazzi da brindare con la torta) e ci hanno telefonato nei giorni seguenti per chiederci se noi e i nostri ragazzi eravamo soddisfatti. Quella telefonata mi confermò la buona impressione che mi fecero queste persone.
Lei continua ad insistere ad una attribuzione di responsabilità laddove il gestore stesso le sta fornendo tutte le risposte e motivazioni sulle loro corrette procedure e il loro impegno sulla prevenzione che, in occasione dell’organizzazione della festa, ci hanno egregiamente saputo illustrare.
Lei insiste a voler a tutti costi reputare questa persona di mancanza di responsabilità che, dopo aver fornito risposte e delucidazioni a tutti, con una risposta ironica le sta dicendo che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
La sua ostinazione fa capire che lei non ha saputo cogliere l’occasione di fornire una risposta migliore. Intestardirsi sulle proprie opinioni impedisce di vedere come stanno realmente le cose, e lei si dimostra molto convinto e di conseguenza poco disponibile ad accettare qualsiasi altra opinione. Inutile parlare con gente così. Lei avrà sempre ragione e i suoi figli saranno sempre i migliori, a tal punto di minacciare denunce anche dove non ne esistono presupposti.
Ai gestori consiglio di evitare di rispondere ulteriormente, ormai è stato deciso che la responsabilità è solo vostra e ogni vostro sforzo per cercare di rendere spiegazioni che a me sono sembrate piuttosto chiare ed inequivocabili, è vano. Vedo che continuano ad ignorare le vostre puntualizzazioni e rimangono della loro. Inutile predicare nel deserto. In bocca al lupo Mamma Orsa
Guardi che io non contesto ne la somministrazione di alcolici ne tantomeno la policy del locale che comunque deve rapportarsi con i regolamenti vigenti e le varie fonti del diritto in genere,la mia critica era volta esclusivamente alle modalità di soccorso in questo specifico caso,perchè è di questo che parla la lettera qui pubblicata.
In questa lettera non si accusa della metodologia del soccorso, mentre l’articolo della Gazzetta cita: «Non si è reso conto di quanto stava male, ma nessuno intorno a lui era in grado di aiutarlo. Troppo giovani, troppo inesperti, troppo su di giri e confusi». Qui parla degli amici e della compagnia del ragazzo che si è sentito male e non del locale che invece per primo si è accorto del malore del ragazzo e lo hanno soccorso.
Se lei poi sostiene scandaloso ed incapace il fatto di aver portato il ragazzo fuori dal locale, fuori dalla confusione a respirare aria fresca in attesa di essere soccorso dall’ambulanza, beh allora c’è poco da ribattere a questa ottusità. I locali non sono tenuti ad avere delle sale per il pronto intervento! Sappiamo bene che se uno si ferisce può essere medicato ma se uno beve troppo cosa pretende, che gli venga fatta una lavanda gastrica o che gli vengano somministrati farmaci attraverso flebo che sa benissimo che è una pratica che non può fare chiunque?
Ho saputo tra l’altro che era presente una pattuglia dei Carabinieri e, se non sono stati loro ad accertare infrazioni o a sollevare accuse, con quale autorità così insistente si permette di giudicare e di pretendere una punizione?
Cerchi di apprezzare gli sforzi che queste persone hanno dimostrato a fatti e non a parole di essere sensibili al problema e cerchi di comprendere che in determinate circostanze di emergenza è apprezzabile l’impegno nell’agire al meglio delle proprie possibilità.
P.S… la genialità di questi ragazzi si vede dal fatto che lo vanno anche a raccontare ai genitori… così non escono mai più e si scordano gli student party (che per quel che ho memoria sono stupendi!)… si, si, non c’è dubbio, noi da ragazzini, anche se ogni tanto prendevamo la balla, eravamo molto più furbetti!
Eccomi qua!
Dunque, essendo che io ho lavorato per 4 anni proprio al Mamma Orsa, posso assicurare che si sta MOOOLTO attenti a chi si da da bere, è anche ovvio però, che in mezzo a mille persone un errore ci può stare. Più che altro, io mi chiedo, i genitori che si lamentano e scrivono ai giornali, lo sanno che i propri figli, minorenni ed educati benissimo, a volte entrano in discoteca portandoseli dietro gli alcolici????
Proprio così, a volte nelle discoteche si trovano a fine serate bottiglie di marche sconosciute che in un modo o nell’altro entrano…. oppure ragazzine che svuotano bottigliette d’acqua per riempirle di vodka?!
E’ sempre così, si da la colpa a chiunque senza pensare che parliamo di adolescenti e purtroppo si, i genitori si devono rendere conto che i propri figli non sono sempre perfetti (e dicono un sacco di balle, cosa che abbiamo fatto tutti).
Sapete qual’è la differenza? Che quando ero ragazzina io, se tornavo ubriaca, mi prendevo due calci nel c*** da mio papà… adesso no, i figli non si sgridano, è sempre colpa dei locali, dei professori, delle scuole, di tutti…. mah… forse è ora di aprire gli occhi cari mamma e papà….
Buongiorno ! Quel ” noi abbiamo deciso che i nostri figli non vi parteciperanno più ” non credo sia necessario ,sono certa che dopo questa esperienza sapranno scegliere bene da soli dove andare o no ! Cordiali e solidali saluti
Fantastico il post di Flavio e condivido completamente la risposta e la linea adottata dai gestori del Mamma Orsa che (per esperienze passate) ritengo molto attenti a questo tipo di problematiche.
Mi chiedo: i genitori non sono a conoscenza del fatto che i figli, minori di 16 anni, vadano a ballare in un posto dove teoricamente non potrebbero? …
Ho saputo anche io dell’episodio accaduto ad un ragazzo conosciuto, educato e di ottima famiglia e mi dispiace veramente molto; per questo occorre invitare i gestori dei locali a tenere sempre molto alta “la guardia”, ma anche i genitori devono (oltre che sperare sempre che tutto vada bene…) sempre stare molto attenti, al giorno d’oggi molto di più del passato …
Mi scusi sig. Sarti, ma chi è che dà i biglietti per queste serate a studenti rappresentanti di istituto che li vendono a 14, 15 16enni? Ma cosa vuol dire che un genitore che manda a una festa di studenti in discoteca il figlio, deve “stare molto attento” e “sperare che vada tutto bene?”. Ma stiamo parlando di Kabul o del Mamma Orsa? Ma davvero le sembra normale?
No, non funziona proprio così, il discorso è più complesso per quanto riguarda l’organizzazione delle serate.
Invece il mio riferimento allo “stare attenti” o allo “sperare che vada tutto bene” non è riferito al fatto accaduto ne tantomeno al Mamma Orsa ma riguarda più in generale l’atteggiamento dei genitori rispetto all’attuale modello di società.
Nonostante gli sforzi quotidiani per educare i figli nel migliore dei modi siamo costantemente bombardati da modelli non proprio edificanti, ciò rende il ruolo più difficile, dunque lo stare più attenti e sperare che vada tutto bene sono inserite nel contesto piu ampio del tema.
Probabilmente anche noi stessi non siamo un modello edificante, chi lo sa?
Dunque…. sono completamente in accordo con Andrea, che conosco da 30 anni e con cui ho collaborato in diversi locali come P.R. da quando avevo 14 anni… certo anche allora c’era chi si ubriacava o chi si faceva uno “spino” ma tutto finiva lì… ma io in discoteca a 14 anni bevevo al massimo una bicicletta (esistono anche bevande analcoliche!!!!)… Io ringrazio di essere cresciuto in quel tempo e soprattutto ringrazio i miei genitori che mi hanno sempre seguito e si sono sempre informati dove, come e con chi andavo… Al giorno d’oggi purtroppo la società ci propone dei “modelli” da seguire, che al solo pensiero mi si accappona la pelle. Sono anche io genitore, e zio di una ragazzina di 14 anni che ha partecipato allo student, non voleva andare ma alla fine si è lasciata convincere dalle amiche… e venuta a casa mi ha detto: “ho bevuto una quelle cose schifose, ma ne ho preso solo un sorso dalla mia amica” e io le credo perchè non mi ha mai mentito e si confida con me… Ho invece sentito in pizzeria dei ragazzini che non avevano più di 16 anni parlare tra di loro dicendo “ma se non abbiamo nulla da tirare o da calare cosa usciamo a fare???”
SIAMO IMPAZZITI????????
Noi ci divertivamo con niente e passavamo il tempo a raccontarci barzellette.
Per cui una domanda sola mi perseguita… Che cosa sta succedendo a questa società malata??? Un mondo pieno di assurdità… ad esempio, quando io prendevo un brutto voto a scuola prendevo delle punizioni a casa, adesso si minacciano i professori??
MEDITATE GENTE… MEDITATE…….
Sig. Sarcozzi, anche se i ragazzi che vendono i biglietti chiedessero la carta d’identità (cosa che non sono tenuti e che non possono neanche fare) a chi compra le prevendite lei pensa che il problema si risolverebbe ? Se io voglio andare in discoteca e non ho 16 anni e i miei genitori mi lasciano andare, incarico un mio amico 16enne a comprare il biglietto anche per me… non trova…. ?
I genitori, come si vede dalla lettera, hanno dato l’assenso perchè i biglietti sono stati venduti a scuola e sembrava trattarsi di un party di scuola, per studenti in maggioranza minorenni. Di certo non avrebbero detto sì se avessero saputo che sui tavoli c’erano secchi di vodka. Questo generalizzare, parlare dei giovani d’oggi, è puro qualunquismo. Qui parliamo di un episodio circoscritto e ben chiaro: una festa apparentemente per studenti, in cui si servivano superalcolici a sedicenni e a quanto si legge qui anche meno.
I genitori avranno sbagliato a fidarsi, evidentemente delle discoteche non bisogna fidarsi a prescindere, visto che il gestore stesso le paragona a un cutter aperto in mano a una tredicenne.
Gent.mo Nicola,
mi perdoni se replico.
Il titolo della serata “Student Party” in occasione del Sabato di Carnevale, significa per noi una serata dedicata a tutta quella fascia di persone che sono negli anni dello studio, ovvero dai 16 anni (età richiesta per entrare) fino ai 26 anni (in quanto erano presenti anche persone di quella età). La pubblicità non parlava di “XYZ School Party” perchè non è stata organizzata da nessun istituto. Quindi “Student Party” serve per identificare una fascia di età a cui la serata viene organizzata e dedicata. Venerdì sera (domani sera) avremo l’ultima serata di Carnevale dedicata ad un pubblico più adulto (30-50 anni di media) e la promozione è stata fatta con mezzi e luoghi opportuni a comunicare la serata a questa fascia di età. Domenica scorsa abbiamo fatto la festa di Carnevale per il pubblico della domenica che mediamente va dai 25 ai 35 anni e, anche li lacomunicazione è stata impostata e indirizzata a raggiungere quel target di persone. Ogni serata è dedicata ad una fascia di età perchè quello di 40 anni non va in un locale di 16/18enni e viceversa. Quindi, se voglio avvisare i ragazzi che vanno dai 16 ai 24 anni, vado a distribuire i volantini all’uscita delle scuole, superiori ed università; non vado di certo all’uscita delle ceramiche.
Normalmente fa così anche il Circo di turno che staziona nelle vicinanze per proporre il proprio spettacolo.
Per quanto ci riguarda, aggiungo che sono i ragazzi stessi, della stessa età, compagni di scuola, che si propongono di promuovere le inizative, si fanno accentratori della raccolta delle prenotazioni e delle adesioni dei loro amici, compagni e coetanei, in cambio dell’ingresso e della bevuta omaggio. Sono loro stessi che “costruiscono” le grafiche dei biglietti pubblicitari (che noi comunque vediamo prima, anche se a volte le mandano direttamente al tipografo senza farcele vedere e il tipografo ci chiama a mezzanotte prima di andare in stampa per chiederci il consenso..) e poi li distribuiscono.
Detto questo mi stupisco un po’ nel leggere le lettere di indignazione, stupore o addirittura come nel sottotitolo dell’articolo pubblicato sulla Gazzetta di Modena “una vergogna”.
E’ lo stesso identico funzionamento che esiste da quando andavo a scuola io, più di 25 anni fa! Dove alcuni compagni di scuola distribuivano biglietti, raccoglievano prenotazioni dei vari Picchio Rosso, Piccadilly, Robin Hood, New Charlie; loro entravano gratis e noi pagavamo.
Dov’è la vergogna?
Detto questo, mi domando se ha compreso la nostra linea spiegata nel punto 4 di questo blog, dove già ad inizio stagione abbiamo previsto il problema (grazie all’osservazione del fenomeno negli altri locali) e, con una scelta assolutamente “impopolare” abbiamo deciso di alzare i prezzi per cercare di contrastare il fenomeno, ricevendo un sacco di critiche ogni sabato sera da parte dei ragazzi chelamentano che in altri locali spendono meno e bevono di più. Non le dico quanto pubblico abbiamo perso per strada a causa di questa politica; ma noi desideriamo condurre la nostra attività difendendo le nostre convinzioni, senza seguire in questo caso le richieste della clientela.
Abbiamo anche ipotizzato di far pagare il solo biglietto di ingresso senza la consumazione, quindi solo per ballare. Sa quante persone verrebbero secondo le consultazioni e i sondaggi raccolti? ZERO!
Siamo gli unici ad aver scelto una REALE politica più restrittiva sull’abuso dell’alcol e come tutta risposta siamo i primi ed unici ad essere condannati!
Come già detto abbiamo un’ampia proposta di bevande analcoliche o leggermente alcoliche, ma nessuno le chiede.
Se un gruppo di 10 ragazzi ci chiedono una bottiglia di vodka, hanno i requisiti (16 anni), sono lucidi, la pagano l’esorbitante prezzo proposto, perchè non dovrei dargliela? Se poi, tra questi 10, 9 di questi ne versano 2 dita nel bicchiere e la diluiscono con la lemon o con la red bull e il decimo invece di fare come gli altri 9 si versa un bicchiere intero di vodka liscia o se la finisce da solo bevendola a collo, noi come possiamo fermarli?
Quello che mi fa ancor più riflettere, è che nessuno commenti ed osservi il fatto che tutte le domeniche mattina mi alzo e raccolgo mezzo sacco di bottiglie di vino, birra ed alcolici in giro per il parcheggio e, ripeto, prodotti che noi non abbiamo a magazzino!! Dove le prenderanno?
Perchè nessuno testimonia di quanti ragazzini abbiamo tenuto fuori sabato sera perchè non avevano gli anni? E gli amici che avevano raccolto i soldi per loro glieli hanno restituiti?
Facciamo davvero tanto per arginare e prevenire il problema, ma qui non regaliamo nulla e non costringiamo a bere alcol, sarei molto ma molto felice di servire long drink analcolici. Mi creda! Ma se non ho un motivo valido per non servirlo non posso negare una richiesta legittima e, comunque, se nego un bicchiere di superalcolico a chi ha i requisiti per ottenerlo, il sabato dopo va in un altro locale dove tutte queste storie non le fanno.
Chi è ubriaco non va al bancone a chiedere da bere, ci manda un amico e l’amico ci va perchè vede in questo una situazione “divertente”.
Io stesso ho sorpreso 3 ragazzi in bagno con una bottiglia di crema di whiskey rubata al bancone del bar. Si, rubata, perchè non viene venduta la crema di whiskey. Ho scelto di non denunciarli per non rovinare la reputazione di 3 ragazzi per una bravata, ma gli abbiamo fatto pagare la bottiglia e gli abbiamo detto che loro serata era terminata lì.
Stiamo cercando di dimostrarvi che siam ben consapevoli di queste cattive abitudini e che abbiamo cominciato a prendere in considerazione questo fenomeno prima ancora che si verificassero queste situazioni nel nostro locale, ma non ho letto nessuno che dicesse “beh almeno ci provano seriamente..”.
E sono sicuro e convinto che laddove alcuni riescono e vogliono oltrepassare i limiti, ad altrettanti e forse più glielo abbiamo impedito con la nostra volontà, impegno ad attenzione.
Mi dispiace solamente leggere il suo commento sull’inaffidabilità del nostro locale e sulla mia persona, che da subito mi sono messo a disposizione nel dare delle spiegazioni ed illustrarvi tutti i nostri sforzi, anche se suggerito da un mio commento ironico che non voleva essre offensivo o superficiale ma bensì ad essere più responsabili nell’attribuzione di responsabilità.
E vedendo la facilità dei commenti l’anticipo dicendole che io per primo sottolineo che su questo argomento l’importante non è partecipare ma vincere e, come già detto nella nostra prima pubblicazione, non abbiamo nessun interesse e voglia di balzare ai vertici della cronaca per simili fatti e che, anche uno solo su mille che sta male, per noi è una sconfitta.
Concludo con un dato di fatto: sabato sera hanno girato all’interno del locale poco meno di 800 persone. Una è stata male seriamente e qualcun altro ha preso la “ciucca”..
Tutti gli altri credo abbiano passato una buona serata e si siano divertiti.
Quel ragazzo ha SCELTO di bere, nessuno gli ha cacciato una bottiglia o molte piu’ in bocca! Il problema non e’ il locale o la gestione , sono i ragazzi di oggi! Ho diciott’anni e non posso definirmi una abituale frequentatrice di discoteche. Quando esco so che posso divertirmi anche senza scolarmi litri di alcool. Pur presupponendo che il locale regalasse l’alcool, cosa impensabile dato che costa e parecchio, nessuno e’ tenuto a bere! Se quel ragazzo si e’ridotto così non era ‘educato’. Invito i genitori a riflettere e a porsi delle domande. Li conoscete davvero i vostri figli? Credete davvero a tutto quello che dicono? Se mio figlio andasse in coma etilico per il troppo alcool non denuncerei locale o gestione. La colpa e’ del ragazzo. Se a sedicianni va in discoteca allora deve essere abbastanza maturo da agire responsabilmente.
GENITORI..TROVATEVI!
HO 20 ANNI E FREQUENTO SPESSO LE DISCOTECHE E ANCHE IO HO AVUTO SITUAZIONI DOVE NON CAPIVO PIU NIENTE PER L’ALCOOL, SOLO CHE QUANDO SONO TORNATO A CASA I MIEI GENITORI INVECE CHE SCRIVERE AL GIORNALE PER PROTESTARE MI HAN TIRATO DUE CEFFONI E MI HAN MESSO IN PUNIZIONE, E FIDATEVI MI E SERVITO!
LA COLPA NON E DEI LOCALI, MA VOSTRA!
LA RICERCA DELLO SBALLO TRA I GIOVANI C’E SEMPRE STATA, ANCHE QUANDO VOI ERAVATE GIOVANI,
VEDETE DI PIANTARLA CON QUESTE ACCUSE A SCUOLE (DOVE VENGONO COSTANTEMENTE FATTE CAMPAGNE ANTI ABUSO DI ALCOOL E DROGA) E AI LOCALI!
SPESSO E VOLENTIERI SIETE VOI CHE NON CONOSCETE VOSTRO FIGLIO ABBASTANZA BENE PER CAPIRE CHI FREQUENTA E COME SI COMPORTA QUANDO NON CI SIETE!
CONOSCO CENTINAIA DI RAGAZZI CHE SI DROGANO O FANNO USO DI ALCOOL QUOTIDIANAMENTE CHE VENGONO REPUTATI DAI GENITORI DEGLI ANGIOLETTI!
GUARDATEVI ALLO SPECCHIO PRIMA DI PUNTARE IL DITO CONTRO QUALCUNO E VEDETE DI FARVI UN ESAMINO DI COSCIENZA.
LA RICERCA DELLO SBALLO TRA I GIOVANI C’E SEMPRE STATA, ANCHE QUANDO VOI ERAVATE ADOLESCENTI
“”SPESSO E VOLENTIERI SIETE VOI CHE NON CONOSCETE VOSTRO FIGLIO ABBASTANZA BENE PER CAPIRE CHI FREQUENTA E COME SI COMPORTA QUANDO NON CI SIETE!
CONOSCO CENTINAIA DI RAGAZZI CHE SI DROGANO O FANNO USO DI ALCOOL QUOTIDIANAMENTE CHE VENGONO REPUTATI DAI GENITORI DEGLI ANGIOLETTI!”". Concordo pienamente su questo Simone.
Davvero assurdo dare la colpa ai genitori. I biglietti vengono venduti tramite gli studenti a scuola o fuori dalle scuole. Spesso sono gli stessi rappresentanti di istituto. Le serate sono espressamente dedicate agli studenti superiori, quindi in prevalenza minorenni, da 14 a 18 anni. Spesso sono ragazzi alle primissime volte in discoteca. Questi genitori, che si sono fidati di una serata studenti in discoteca, conosciuta dai figli a scuola e dedicata espressamente a giovani studenti, che li hanno portati e li sono andati a prendere, hanno sbagliato e avrebbero dovuto sapere che chi va in discoteca, Mamma Orsa o altro posto che sia, può facilmente uscirne anche da sdraiato?
A me sembra un discorso senza senso. Allucinante leggere su questa pagina che un ragazzo di 14 anni sa benissimo a cosa va incontro se gli mettono in mano una bottiglia di vodka. La conoscenza di certe situazioni e la capacità di orientarsi e autoregolarsi non ce l’hanno a volte i cinquantenni, figuriamoci se uno a 14 o 16 anni può sapere già tutto.
La discoteca non ha colpe dirette, ma non nascondiamoci il problema perfavore…
Sì sig. Sarcozzi, un ragazzo di 14 anni sa che gli alcolici consumati in eccesso portano a stare male. Lo sa benissimo ! Se il genitore glielo ha spiegato però…. gli amici gli diranno sicuramente che è uno sballo. O lei crede ancora alle favole ?
Solito argomento che può essere trattato alla stregua del ferro zincato e del ferro stagnato.
Mi spiego elettrochimicamente.
Per evitare che il ferro si ossidi sotto l’azione degli agenti atmosferici diventando quella che chiamiamo volgarmente ruggine, si sono usate nel tempo tecniche differenti consistenti nel rivestire il robusto metallo con pellicole di altri metalli, una specie di cappotto protettivo (avrei voluto dire profilattico ma non ho voluto urtare certe sensibilità).
Il fatto che la tecnologia “zincata” abbia soppiantato quella “stagnata” (molti di noi posseggono,forse inconsciamente, ringhiere zincate) risiede nel fatto che lo zinco è più elettronegativo del ferro (semplificando, è meno nobile e si offre più volentieri alla corrosione) e finchè c’è zinco il ferro può stare tranquillo e non essere attaccato, mentre se la protezione fosse di stagno (più nobile del ferro e meno disposto a farsi corrompere) e questa venisse in qualche modo violata anche solo in un punto, questo evento sarebbe foriero di immediato degrado del ferro scoperto sottostante.
Questo per dire che io genitore non mi posso occupare del Mamma Orsa, perchè poi dovrei occuparmi del Paul, poi neutralizzato il Paul passare al Sofia e perché no all’Area o al Vox in un susseguirsi di situazioni “stagnate”.
Io debbo agire sui miei figli ( situazione “zincata”), in maniera tale che possano affrontare gli agenti atmosferici, ineluttabili, con minori rischi di arrugginire.
Io lo dovrei sapere, a differenza del Mamma Orsa, se i miei figli hanno più o meno di 16 anni, io dovrei sapere se al di là di quello che ci si dice e delle raccomandazioni, se i miei figli bevono fumano o si drogano (ovvio che loro non te lo diranno mai).
Io dovrei tenere conto, essendo stato ragazzo prima di loro, della potente carica che a quell’età riveste la trasgressione, che, arrivo a dire, deve essere avvicinata perché ci si possa rendere conto del limite da non oltrepassare.
Io debbo fare in modo che la vita non sia SOLO “articolo 18”, spread, tassi di interesse o che possano esistere spot come quello di Lottomatica che promette una vita da “turista per sempre”.
Io debbo trasmettere loro la fatica di vivere, ma anche la felicità di risvegliarsi ogni mattina.
Impossibile non essere d’accordo con questo commento.
assolutamente perfetto……………
Fantastico commento! Bravo!
Lungi da me difendere il Mamma Orsa e i cosidetti student party (che ho sempre trovato insopportabili e ingiusti,perchè non è una festa della scuola a quella cifra…),ma mi sembra un po’ ridicolo puntare il dito contro organizzatori e gestori quando i ragazzi sono pienamente consapevoli di quello che fanno.
A 14 anni credo abbiano già una coscienza di se stessi abbastanza formata tale da capire che se si sfondano di vodka staranno male,se non l’hanno mi spiace per loro.
Poi capita di stare male per il bere,ma mi sembra un po’ deresponsabilizzante nei confronti dei ragazzi scaricare tutto questo su altri che non sono loro stessi.
Se proprio vogliamo parlare di prevenzione legata alla sicurezza,l’alcol e i giovani perchè non si parla di discobus o taxi a prezzo convenzionato?
Gentili lettori,
sono il Legale Rappresentante del Mamma Orsa e, vorrei illustrarvi quelle che sono le nostre politiche e la nostra organizzazione.
Leggiamo con dispiacere e dolore le lamentele qui riportate, perché non fa sicuramente piacere essere criticati ed accusati del nostro operato e dell’impegno profuso quotidianamente per cercare di far funzionare al meglio questa attività. Allo stesso tempo però raccogliamo le critiche e le analizziamo al fine di comprendere ed eventualmente intervenire nel caso in cui ci rendessimo conto di poter migliorare il servizio da noi offerto.
Riteniamo doveroso innanzitutto fare una precisazione: la legge e le nostre licenze consentono l’ingresso e la somministrazione di alcolici a tutti coloro che hanno compiuto i 16 anni.
Detto questo facciamo noi una domanda: secondo voi, noi che siamo i gestori di questo locale, a Formigine, che siamo formiginesi dalla nascita e abitanti tutt’ora a Formigine con le nostre rispettive famiglie, che facciamo di questa attività il nostro lavoro e sostentamento, possiamo forse prendere in considerazione di “barattare” il ritiro della licenza, denuncia penale, sanzione amministrativa, reputazione, in cambio di 20/30 € in più di incasso di un soggetto che decide di esagerare?
NO, non abbiamo mai preso in considerazione una simile ipotesi e facciamo di tutto per scongiurare che si verifichino simili situazioni e, vi illustriamo come operiamo in questo senso.
Chiediamo i documenti all’ingresso o perlomeno a tutte le persone di cui si “sospetti” non abbiano ancora compiuto i 16 anni; spesso però i ragazzi non hanno i documenti con sé, oppure ti mostrano la tessera sanitaria che non ha la foto, o ancora abbiamo trovato persone con documenti falsi o con la foto sostituita sui documenti originali. Va detto anche che, in linea teorica, fino ad oggi non abbiamo alcun diritto di “pretendere” il documento non essendo noi contemplati tra le istituzioni o forze dell’ordine autorizzati in tal senso.
Non facciamo entrare le persone che si presentano all’ingresso in evidente stato di alterazione psicofisica; tutte le sere troviamo fuori dal locale bottiglie di vino, di birra, di alcolici che noi NON abbiamo e, questo evidenzia il fatto che i ragazzi comprano gli alcolici nei supermercati dove costano meno e se li bevono prima di entrare.
Il sabato sera, la serata dedicata ai più giovani, abbiamo deciso di tenere i prezzi più alti nonostante i ragazzi abbiano minori possibilità economiche rispetto a quelli più grandi, proprio per cercare di contrastare il fenomeno dell’abuso di alcol tra i più giovani. In altre nostre serate l’ingresso uomo è di 12 € comprensivo di consumazione, il sabato sera invece è di 16 €. Il nostro listino del cosiddetto “shortino” o “cicchetto” è di 6 €, un prezzo esorbitante rispetto ai 2 € che viene proposto in altri locali. Il prezzo del drink analcolico è inferiore rispetto al drink alcolico. Per comprare una bottiglia di champagne occorrono 120 € (quella che costa meno) fino a 300 € per quella che costa di più e, 130 € per una bottiglia di vodka o di rhum. Chi viene a mangiare una pizza, spende 20 € tutto compreso e riceve una caraffa di birra da 1 lt o una bottiglia di vino da 0,75 lt ogni 3 persone. Ma abbiamo anche tutte le bibite che nessuno o pochi comunque chiedono. In sostanza, per stare male per il troppo alcol, o spendono un sacco di soldi oppure si bevono i drink degli amici. Più volte vediamo ragazzi che si prendono la bottiglia al tavolo e invece di dividersela nei bicchieri si portano la bottiglia al collo e se la “scolano” come se fosse acqua. Queste persone vengono immediatamente richiamate all’ordine e sensibilizzate ad assumere un atteggiamento più congruo e responsabile.
Ai ragazzi in evidente stato di alterazione, NON viene più servito da bere e vengono invitati i loro amici ad accompagnarli a casa, ricordando anche che il locale nelle serate di apertura, grazie ad un accordo con il Sindacato dei Locali da Ballo, dispone di taxi che stazionano nel parcheggio.
Abbiamo tolto le serrature nei bagni e più volte irrompiamo nei bagni e troviamo ragazzi che si bevono bottiglie di liquori o amari rubate (nel vero senso della parola) al bancone del bar.
Impediamo ai ragazzi di uscire per poi rientrare nel locale senza un’adeguata motivazione, perché chi chiede di uscire un attimo per poi rientrare spesso e volentieri ha una bottiglia da bere in macchina e quando rientra e sta male dentro al locale, la colpa è sempre e di nuovo nostra.
Dire che ci preme la salute dei nostri clienti è scontato, ma vogliamo essere cinici e per una volta dire che anche se alla fine ognuno è libero di decidere del proprio destino e della propria salute, NOI NON SIAMO assolutamente contenti di avere l’ambulanza davanti al locale, o di avere il vomito imbrattato ovunque.
Aggiungo che a differenza di altre serate o di qualche anno fa, il locale ha più che raddoppiato gli addetti alla sicurezza sia dentro che fuori dal locale, arrivando ad investire anche oltre 1.000 € a sera per tale servizio.
Va detto che fortunatamente, i casi citati sono pochissimi percentualmente parlando all’affluenza media, ma anche uno solo su mille per noi sarebbe comunque troppo!
Siamo sicuri e certi di fare tutto quanto rientra nelle nostre facoltà al fine di evitare simili situazioni, siamo altrettanto certi di confermare che il problema non è causato dal nostro locale.
Preferirei leggere un articolo che affronti il fenomeno senza puntare il dito contro di noi, perché possiamo testimoniare innumerevoli proposte di altri locali, circoli, feste più o meno private, spesso privi dei requisiti necessari, dove vengono proposte serate con la formula “Open Bar” (bevi fin quanto ce n’è) o ingressi a 10 € con 3 consumazioni alcoliche contro la nostra unica consumazione a 16 €.
Abbiamo abbassato ulteriormente i volumi del suono, evitiamo di fare musica elettronica e martellante, proponendo anche musica degli anni ’90; evitiamo di lasciare il locale completamente al buio con le sole luci psichedeliche.
Siamo noi i primi ad invitare le forze dell’ordine a farci visita tutte le sere di apertura del locale, per aiutarci anche con la loro semplice presenza a mantenere una situazione corretta di ordine pubblico e di decoro dentro e fuori del locale e, li ringraziamo per il tempo che ci dedicano.
Noi siamo qui pronti ad accogliere e leggere tutti i suggerimenti utili a migliorarci ancora, per poter offrire anche ai più giovani, ai vostri figli, un luogo di aggregazione, un momento di divertimento sano, sicuro, morale e civile.
Vogliamo concludere con un dato di fatto. Organizziamo centinaia di serate all’anno, qui e in altri locali. In nessun altra serata riscontriamo i problemi di gestione come quelli della serata del sabato dedicata ai più giovani, a cui dedichiamo maggiore attenzione e risorse rispetto alle altre serate.
Per nostra abitudine, prima di puntare il dito contro gli altri, ci domandiamo ogni giorno se abbiamo fatto del nostro meglio e se possiamo fare ancora di più.
Ringraziando i lettori della loro paziente attenzione, vi invitiamo ad esprimere i vostri preziosi suggerimenti.
Complimenti, bella risposta; in qualità di legale rappresentante del “Mamma Orsa” ha illustrato “il quadro della situazione” in maniera esaustiva………….. ritengo che questo tipo di problemi vadano risolti prima di tutto in famiglia
Sono d’accordo con Patrizia e confermo che a mia figlia, in questo locale, è sempre stato chiesto il documento d’identità.
http://www.modenacome.com/?p=1979
Le faccio i miei complimenti per l’articolo.
Cordialmente.
Un applauso… nulla da aggiungere…
“”Chiediamo i documenti all’ingresso o perlomeno a tutte le persone di cui si “sospetti” non abbiano ancora compiuto i 16 anni”"
Ho appena “interrogato” 4 ragazzi, dai 15 ai 17 anni, tra cui mio figlio, sulla vicenda. Mi hanno confermato che nessuno ha chiesto loro un documento all’anetrata e, una volta dentro, con le tre drink card, al bancone nessuno ha chiesto loro un documento ed hanno regolarmente bevuto alcolici. Ho avuto la conferma che alcuni dei presenti hanno avuto problemi legati all’assunzione dell’alcool. Mi hanno altresì confermato che, al bancone, altri ragazzini dell’età apparente 15/16 anni, hanno bevuto regolarmente alcolici senza che sia stato loro chiesto il documento. Quindi?
A 16 anni possono entrare e bere! Quindi? Non siate così finti da parlare ancora di maggiorenni o minorenni che non c’entra nulla! Si vogliono ubriacare a 16 anni? Non è una responsabilità del locale! Quindi? Tu che fai il moralista sei a conoscenza che un 15enne prova ad andare in discoteca fino alle 2 di notte e l’unica cosa che sai fare è chiedere “Quindi?” ai gestori? Ma basta con questa vostra ipocrisia!
Cara Sig.ra Mia, io non faccio il moralista. Mi sono limitato a riferire quello che mi hanno detto i ragazzi. E, mi creda, ho fatto ulteriori accertamenti e ho avuto delle conferme in merito. Ai ragazzi non è stato chiesto il documento, nè all’entrata nè all’interno quando hanno bevuto gli alcolici. Infine, mi creda, che certe abitudini del locale le conosco. Quando avete avuto bisogno e quando ci sono stati dei problemi, ero li. Non faccia lei la/il moralista. Saluti
Anche i miei figli hanno fatto questa esperienza e hanno deciso uno indipendente dal altro( una 4 anni fa ,l’altro l’anno scorso) di non partecipare più. Comunque queste feste dovrebbero essere sotto controllo visto che ci partecipano dei minorenni.
In teoria i minori di 16 anni non possono entrare in discoteca e il controllo andrebbe fatto all’ingresso…. Dopodichè i minori di 16 anni non possono consumare alcolici, ma quelli che ne hanno più di 16 sì, purtroppo.
Quindi se ci fosse stato un corretto controllo all’ingresso, quello che è stato distribuito all’interno del locale, non sarebbe fuori legge anche perchè le prevendite comprendevano buoni per il consumo di bevande e il prezzo varia di solito, proprio in base al numero di buoni che la prevendita include. Saluto
Buongiorno. Da padre avrei preso contatti con i responsabili della festa, al fine di avere le idee chiare anche sulle bevande somministrate ai minorenni. Vi siete rivolti alle autorità per denunciare i fatti?