14enne ucciso: madre ai domiciliari nel mantovano

E’ arrivata a meta’
pomeriggio, su un’auto della Polizia Penitenziaria, alla
villetta dei parenti a Poggio Rusco dove dovra’ restare agli
arresti domiciliari, Paola Mantovani, la donna accusata di avere
ucciso il figlio Matteo nell’ abitazione di Limidi di Soliera,
nel modenese. Ad attenderla c’ erano la cugina Luisa Rebecchi e
l’ anziana zia, Maddalena Mantovani.
Circa un’ ora dopo sino arrivati altri parenti in auto, da
cui sono scesi con due borsoni con gli effetti personali della
donna.


L’ auto della Polizia penitenziaria si e’ infilata nel
cortile della villetta – che si trova in via Forlanini, a due
passi dal centro di Poggio Rusco e a ridosso della linea
ferroviaria Bologna-Verona – insieme ad altre costruzioni
simili. Una sosta di pochi minuti, poi l’auto e’ ripartita.
Paola Mantovani indossava un maglione pile nero ed e’ entrata
subito in casa, protetta dai poliziotti. Davanti alla villetta a
due piani – composta da due appartamenti in cui vivono Maddalena
Mantovani, zia paterna di Paola, e Luisa Rebecchi con il marito
Silvano Negri, commerciante, due figli, con un piccolo giardino
dove spiccano due pini e un vecchio pozzo – ha stazionato per
buona parte del pomeriggio un’ auto dei carabinieri.
Luisa Rebecchi e la madre Maddalena Mantovani sono uscite in
cortile per pochi minuti per avvertire i carabinieri di far
passare il medico, che avevano chiamato in quanto Paola accusava
una crisi d’ ansia. Alle 16.20 e’ arrivato il medico, uscito
dalla casa poco prima delle 17.00. ”Potete immaginare come la
sta la signora, e’ molto depressa” ha detto il dottor Giuseppe
Barozzi ai giornalisti che aspettavano davanti alla villetta.
Dalla finestra dell’ abitazione al piano terra, protetta da
inferriate, ogni tanto i familiari guardavano da dietro le tende
i movimenti di giornalisti e curiosi. Alcuni vicini sono usciti
dalle loro case allarmati dalla presenza, nella strada, di tanta
gente e dei carabinieri .
”Povera donna” e’ stato il commento pressoche’ unanime
quando venivano a sapere della presenza di Paola Mantovani. Ma
sulla ‘povera donna’ pesa la terribile accusa di aver
assassinato il figlio disabile, a due passi da loro.