Aperta inchiesta incendio ateneo Modena

La Procura della Repubblica di
Modena ha aperto un’ inchiesta sull’ incendio sicuramente doloso
che si e’ sviluppato ieri pomeriggio in un sottotetto della sede
centrale dell’ Universita’ di Modena. Stamattina infatti vigili
del fuoco e agenti di polizia hanno rinvenuto i resti di un
possibile ordigno fabbricato in modo rudimentale e utilizzato
probabilmente per innescare le fiamme. Si tratta di una
bomboletta legata con cerotto ad un altro contenitore d’
alluminio, trovata abbandonata nel sottoscala di uno dei
laboratori del Dipartimento di Biologia animale, poi
riutilizzato come ufficio per attivita’ amministrative.


In mattinata alla sala operativa della Questura e’ anche
arrivata una telefonata di rivendicazione dell’ attentato. Un
uomo con accento modenese avrebbe detto ”avete visto, ve l’
abbiamo fatta”. La polizia tuttavia non pare dare molta
credibilita’ alla rivendicazione. Le indagini sono affidate al
pm Mirco Margiocco. Piu’ che il gesto di un gruppo organizzato,
potrebbe trattarsi dello scherzo di un incosciente. Secondo i
vigili del fuoco il luogo dove e’ stato innescato l’ incendio
dimostrerebbe che l’ attentatore non voleva provocare un
disastro ma dare un avvertimento, anche se pesante.
L’ anonimo che ha telefonato alla questura avrebbe anche
annunciato la presenza di un secondo ordigno in un’ altra sede
universitaria, ma la polizia ha detto che la segnalazione si e’
rivelata inconsistente.