A.I: Pinocchio secondo Spielberg

Nei cinema della nostra provincia è arrivata l’ultima fatica di Steven Spielberg, regista molto amato in Italia, che però questa volta in patria ha mancato il bersaglio. La storia, ambientata nel futuro, narra del viaggio di un androide bambino, un viaggio fantastico in un mondo di orga (cioè umani) e mecha (i meccanici), un viaggio alla scoperta di se’ stesso, del mondo che lo circonda e alla ricerca dell’amore.

La storia dell’androide David, interpretato dal bravo Joel Haley Osment (già notato in ”il sesto senso”)ripercorre strade già battute dal nostrano Pinocchio, la storia infatti si snoda sulla ricerca di umanità da parte di David, e questo per molti è stato un segno di stanchezza da parte del regista, che pesca anche a piene mani dai suoi capolavori passati come “E.T.” e “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, il film è comunque piacevole e l’impronta di un maestro come Spielberg si sente anche se la ricerca, un po’ sforzata, dell’happy end può fare storcere il naso a molti.

Un’opera che nonostante tutto continua la tradizione a cui ci ha abituato il regista (almeno nel fantasy), e cioè sognare ad occhi aperti.