Dal macellaio la ”carta d’identità della carne”

“La carta d’identità della carne non è un optional. I consumatori sono chiamati a pretenderla dai commercianti e questi, per parte loro, dai produttori. Non è una cosa sulla quale si può scherzare. Dal primo di gennaio deve stare sull’etichetta di ogni fettina o bisteccha messa in vendita. E’ un requisito minimo per la vendita del prodotto”.


Luigi Scordamagna, segretario generale dell’Assocarni, oltre a ripetere il suo sconcerto “per il continuo allarmismo lanciato nel mare magno dell’incertezza riguardo il virus della Bse” spiega che se non si metterà riparo a quanto deciso dal Governo bisognerà adottare molto più visibili di protesta. “Alemanno è un ottimo ministro, l’onestà che ci ha mostrato è stata esemplare. Adesso però bisogna far capire che il comparto agroalimentare e zootecnico non sono la serie B dell’economia”. Dal canto suo, il ministro oggi ha rilanciato parlando addirittura “di un intervento parafiscale per la filiera della carne, una tassa minima, un ticket per finanziare gli investimenti a favore della sicurezza della filiera”.

Per il ministro infatti non sono sufficienti gli interventi dello Stato. L’obiettivo è quello “di avere un sistema di allevamento forte e sicuro”.