Modena: un secolo di comunismo in scena

Pensieri e azioni, ideali e
tragedie, melanconie e ironie di un secolo di comunismo, messi
in scena con ”Ombre rosse þ Parte prima”, affresco di Marco
Cavicchioli che debutta al Teatro delle Passioni di Modena dal 7
al 9 marzo, con la supervisione di Giampiero Solari, che curera’
la regia della versione definitiva.


Seconda tappa di un lavoro abbozzato l’ estate scorsa al
Festival di Montalcino, dall’ attore Cavicchioli con il
giornalista e scrittore Andrea Schianchi, questa ‘prima parte’
raccoglie i primi racconti di memoria scritti in due anni da
diversi autori: Massimo Carlotto, Marcello Fois, Francesco
Piccolo, lo stesso Schianchi e Michele Serra, oltre a un brano
tratto da Pablo Neruda. Sono i ”frammenti di un mondo e di un’
ideologia che sembra essere svanita come una bolla di sapone –
recita la presentazione – lasciando sul campo morti e feriti,
voltagabbana e revisionisti”. Intorno ai pensieri di Lenin,
Trotzkij, Mao Tse Tung, Gramsci, Stalin, ma anche alla memoria
dei ‘gulag’ sovietici.
In scena Cavicchioli e’ affiancato dalla fisarmonicista
Patrizia Angeloni, mentre racconta il dramma di Garcia Lorca
davanti al plotone di esecuzione o la follia dell’uomo che ha
ammazzato Che Guevara, la malinconia di un anziano che vede
cambiare il nome del Pci o la rabbia di fronte all’ avvento
della dittatura di Pinochet in Cile. Dalle passioni delle
rivolte studentesche, al racconto di chi ha conosciuto molti
bolscevichi, da un monologo di Esenin a una satira su cosa il
comunismo ha lasciato nell’animo della gente.
A questa ”Parte prima” seguira’ una versione definitiva,
gia’ in cantiere con i nuovi contributi da inserire: anche
racconti di Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Francesco
Piccolo, Roberto Alaymo, Pino Cacucci, Bruno Arpaia, Stefano
Tassinari, Darwin Pastorin, Franco ‘Bifo’ Berardi, Gianmario
Villalta, uno scritto dello stesso Cavicchioli. Lo spettacolo
completo ”Ombre rosse” e’ annunciato per l’ estate in diversi
festival e poi nella prossima stagione teatrale.