Casa: vademecum per detrazione 36%

La Finanziaria 2002 prevede un’altra
fattispecie, oltre quelle gia’ previste dalla legge del 1997, per usufruire della detrazione d’imposta ai fini dell’Irpef, del 36% per le ristrutturazioni edilizie.

Lo sottolinea l’Agenzia delle Entrate su ‘Fisco Oggi’, ricordando che e’ stato esteso il diritto a tale detrazione in favore delle persone che acquistano da imprese di costruzione o di ristrutturazione edilizia immobili ad uso abitativo che facciano parte di un fabbricato sul quale siano stati effettuati interventi di ristrutturazione da parte dell’impresa stessa, o dagli assegnatari di alloggi di cooperativa edilizia. ”La misura della detrazione spettante, commisurata al 36% del 25% del prezzo di vendita risultante dall’atto di acquisto o di assegnazione – si spiega – e’ stata determinata dal legislatore ipotizzando che in tale misura incidano mediamente i costi di ristrutturazione sul prezzo di vendita dell’immobile”.
L’importo su cui calcolare la detrazione non puo’ comunque superare la cifra di 150 milioni. La detrazione, che deve essere goduta in dieci rate di pari importo, spetta a partire dal primo gennaio 2002.

LE CONDIZIONI: Innanzi tutto c’e’ da sottolineare che l’impresa che effettua gli interventi e la successiva vendita deve avere come oggetto principale della propria attivita’ quello della costruzione o della ristrutturazione edilizia, per cui non sono ammessi al beneficio gli immobili che sono stati ristrutturati e venduti da soggetti non operanti nello specifico settore. La prima condizione che deve essere rispettata riguarda la tipologia degli interventi effettuati, che devono essere di restauro e di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia. La norma della finanziaria 2002 prevede, tra l’altro, che gli interventi devono essere ultimati entro il 31 dicembre 2002 e che l’immobile deve essere ceduto o assegnato entro il 30 giugno 2003. Di contro non specifica se gli interventi sullo stabile devono essere iniziati dopo il primo gennaio 2002 (data di entrata in vigore della norma), ovvero se da’ diritto all’agevolazione anche l’acquisto di immobili sui quali gli interventi siano iniziati prima di tale data. Su questo punto e’ intervenuta l’Agenzia delle entrate che ha chiarito che l’inizio degli interventi puo’ essere antecedente al primo gennaio 2002, ma non al primo gennaio 1998, giorno di entrata in vigore dell’articolo 1 della legge n. 449 del 1997, che ha istituito la detrazione d’imposta in questione.

COSA DEVE FARE IL CONTRIBUENTE: La disposizione contenuta nella finanziaria estende la possibilita’ di usufruire della detrazione d’imposta del 36% prevista ai fini dell’Irpef per gli interventi di recupero edilizio, per cui, per quanto riguarda gli adempimenti da assolvere per poter usufruire del beneficio fiscale, occorre rifarsi alle procedure regolamentate dal decreto ministeriale n. 41 del 1998. In primo luogo l’acquirente deve trasmettere all’Agenzia delle entrate la comunicazione prevista dal citato decreto entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale si inizia a godere della detrazione. Fino all’anno 2001, gli uffici preposti a ricevere la comunicazione erano i Centri di servizio delle imposte dirette e indirette competenti per territorio, dopo tale data, che ha visto la soppressione di alcuni Centri di servizio, la comunicazione deve essere inviata al Centro di servizio competente se ancora in funzione, ovvero, nel caso in cui risulti soppresso, al Centro operativo di Pescara. Per quanto riguarda le modalita’ da seguire per i pagamenti, che devono essere effettuati attraverso bonifico bancario, occorre rifarsi a quanto gia’ chiarito dall’Amministrazione finanziaria: nel bonifico devono essere riportati gli estremi della norma che ha istituito la detrazione d’imposta ed il codice fiscale del soggetto beneficiario del pagamento. Visto il limite temporale dell’agevolazione, l’Agenzia delle entrate con la nuova circolare ha precisato che saranno ammessi al beneficio i versamenti effettuati nel periodo di tempo che va dal primo gennaio 2002 al 30 giugno 2003. La detrazione compete anche per le somme versate all’impresa venditrice in acconto all’atto del compromesso, a condizione che lo stesso sia regolarmente registrato e che il definitivo rogito sia stipulato entro il previsto termine del 30 giugno 2003.


IPOTESI DI ACCOLLO DEL MUTUO
: A differenza di quanto previsto per gli interventi di ristrutturazione, per i quali la mancata effettuazione dei pagamenti attraverso bonifico bancario e’ causa di decadenza dal beneficio, per l’acquisto di immobili ristrutturati e’ possibile in alcuni casi fruire dell’agevolazione anche in assenza del bonifico bancario. Tale ipotesi ricorre nel caso in cui l’acquirente subentri, mediante accollo, al contratto di mutuo gia’ stipulato dall’impresa.
Ovviamente puo’ prescindersi dal bonifico limitatamente all’importo del mutuo, mentre dovra’ essere effettuato tramite bonifico il pagamento della rimanente parte del corrispettivo. Essendo questo l’unico caso di deroga, anche nel caso in cui l’acquirente contragga personalmente un mutuo per l’acquisto dell’immobile, l’intero prezzo deve essere pagato all’impresa o alla cooperativa con bonifico bancario.

RATEIZZAZIONE: Nel caso in cui, pagando il prezzo dell’immobile attraverso una qualunque forma di dilazione o di rateazione offerta direttamente dall’impresa, il versamento di una parte del prezzo slitta oltre la data ultima del 30 giugno 2003 la detrazione non spetta sul 25% del prezzo di vendita, ma sul 25% di quanto pagato entro il 30 giugno 2003, sempre con il limite massimo di 150 milioni. Sul punto si attendono comunque istruzioni da parte dell’Agenzia.