A Pasqua consumo di 300 mln di uova

Ricco di proteine nobili e di
vitamine A e B2, facilmente digeribile e indispensabile per l’ alimentazione dei bambini, e’ l’ uovo di gallina ad essere il protagonista, tra un piatto e l’altro, della gastronomia pasquale. E’ quanto rileva la Coldiretti che stima, per la sola settimana di Pasqua, un consumo di ben 300 milioni di uova di gallina per un valore di circa 45 milioni di euro.

E’ cosi’ in base ai dati elaborati dalla Coldiretti si scopre che nel 2001 la produzione nazionale, con 12,2 miliardi di pezzi (+12% su 2000) e’ stata la piu’ alta degli ultimi 5 anni, mentre l’ export ha toccato i 368 milioni di uova (+70%). Ma, consumi a parte, l’ uovo di gallina e’ soprattutto legato alla tradizione.
In occidente, il rito di scambiarsi le uova come simbolo di rinascita e di buon augurio risale al 1176, quando re Luigi VII rientro’ a Parigi dopo la II crociata. Per festeggiarlo il capo dell’Abbazia di St. Germain des Pres gli dono’ meta’ dei prodotti delle sue terre, incluse uova in gran quantita’. Se Persia e Francia sono state le promotrici di questa tradizione, e’ certo che anche per la Russia il rito dell’ uovo e’ ed e’ stato sempre molto significativo, tanto che un gioielliere, Faberge’, ideo’ per Alessandro III, l’ultimo degli zar di Russia, delle uova cerimoniali in oro, argento e platino tempestate di diamanti, ispirate a soggetti legati alla storia e alle vicende della casa imperiale.
Il tipo d’ uovo offerto, pero’, varia moltissimo. In Egitto l’uovo, era considerato un alimento pregiato ed esclusivo, basti pensare che era ritenuto addirittura monopolio di faraoni, sacerdoti e nobili. Mentre nell’antica Roma appariva sulle tavole piu’ importanti ed era riservato agli ospiti di maggior riguardo e nel Medioevo era ritenuto cosi’ prezioso che con Carlo Magno veniva accettato dai feudatari come merce di scambio per il pagamento del canone d’affitto delle terre.