Istat: italiani grassi, pigri e fumatori

Lo studio ha messo a fuoco alcuni dei
fattori che contribuiscono a condizionare lo stato di salute generale della popolazione.

CONTROLLI MEDICI. Il 6,2% della popolazione adulta, nelle quattro settimane precedenti l’intervista, si e’ sottoposta ad almeno una visita di prevenzione, in assenza cioe’ di disturbi o sintomi. I piu’ attenti sono i piu’ anziani e le donne: dal 4,8% tra i 18-34 anni cresce progressivamente fino a raddoppiare tra gli ultra ottantenni (9,5%). Le donne mostrano una maggiore propensione verso la diagnosi precoce rispetto agli uomini: il 7,3% delle donne ha fatto visite di prevenzione (sopratttutto ginecologiche) contro il 4,9% degli uomini. Il 53% ha dichiarato di aver misurato la pressione arteriosa almeno una volta durante l’anno, poco meno della meta’ ha invece misurato il livello di glicemia (47,1%) ed il colesterolo (46,3%).

DONNE PIU’ ATTENTE. Negli ultimi anni si sono intensificati i programmi per la diagnosi precoce di patologie che colpiscono le donne: tumore della mammella o del collo dell’utero o osteoporosi. Il 60,8% di donne di 25 anni e piu’ si e’ sottoposto, almeno una volta nella vita, ad un pap test in assenza di disturbi o sintomi. I controlli piu’ frequenti si hanno nel Nord Est (72,9%), mentre nel Sud e nelle Isole le quote si abbassano sensibilmente (rispettivamente 43,7% e 46,5%). Oltre 8 milioni di donne di 25 anni e piu’, ovvero il 36,6% delle donne della stessa eta’, si sono sottoposte ad una mammografia in assenza di disturbi o sintomi ma anche questa prevenzione e’ a macchia di leopardo: piu’ bassa nel Sud e delle Isole (con quote che vanno dal 20,5% rilevate in Calabria al 46,9% in Emilia Romagna). Il 19,5% di tutte le donne con 25 anni o piu’ (oltre 4 milioni) ha effettuato almeno una volta un esame preventivo per accertare l’eventuale presenza di osteoporosi.

ITALIANI GRASSI. La maggioranza della popolazione adulta (pari al 53,5%) e’ normopeso, ma ben uno su tre tra i maggiorenni (33,9%) risulta in sovrappeso e un’altra consistente fetta pari al 9% e’ obeso. Una quota del 3,6% della popolazione adulta e’ invece in condizioni di sottopeso. Sono quindi oltre quattro milioni le persone adulte obese in Italia, con un incremento del 25% rispetto al 1994. Nei diversi paesi europei la prevalenza dell’obesita’ nell’ultimo decennio e’ aumentata tra il 10 e il 40%. Sono soprattutto uomini (il 42,4%) mentre le donne, ancora una volta si sono dimostrate piu’ attente (26%).

A DIETA. La segue un italiano su dieci.
MA SEMPRE PIU’ PIGRI. La tendenza alla sedentarieta’ e’ in crescita nei paesi sviluppati, a causa del consolidarsi di stili di vita e condizioni di lavoro in cui lo sforzo fisico ed il movimento sono sempre piu’ contenuti. Dal punto di vista della salute non svolgere alcun esercizio fisico regolare costituisce un fattore di rischio di grande rilevanza. Non praticano attivita’ fisico-motoria il 31,4% della popolazione di 18 anni e piu’ e un quarto della popolazione adulta (25,1%) ha uno stile di vita caratterizzato da sedentarieta’.

IRRIDUCIBILI DEL FUMO Si stima che in Italia i fumatori siano circa 12 milioni e 330 mila, pari al 24,9% della popolazione adulta. I fumatori abituali, cioe’ coloro che fumano tutti i giorni, sono il 22,9% della popolazione e tra questi ben il 40,9% sono ‘forti fumatori’, fumano cioe’ oltre 20 sigarette al giorno. Il tabacco e’ un vizio soprattutto al nord e al centro (26,2%), seguono in ordine decrescente le Isole (24,5%), il Sud (23,8%) ed il Nord-Est (23,5%). Si inizia presto a fumare, meno frequentemente prima dei 14 anni (5,6%), piu’ spesso nell’adolescenza e in eta’ giovanile: il 43,5% dei fumatori ha iniziato a fumare tra i 14 e 17 anni ed il 38,2% tra i 18 e i 21 anni. In Italia i giovani fumatori sono circa un milione e 600 mila (pari al 22,2% dei giovani tra i 14 e 24 anni). In Italia le persone che hanno smesso di fumare sono 9 milioni e 466 mila (19,1% della popolazione di 14 anni e piu’), di cui 6 milioni e 294 mila uomini e 3 milioni e 172 mila donne. La decisione di smettere di fumare matura mediamente dopo circa 22 anni di abitudine.

TI VACCINI SE HAI STUDIATO. Oltre il 60% dei bambini fini ai 13 anni, secondo quanto dichiarato dai genitori, riusulta vaccinato contro la pertosse e il morbillo, sono il 53% i vaccinati contro la rosolia e la parotite e meno di un mbaino si tre e’ stato vaccinato contro al meningite (28,1%). Ci si vaccina di piu’ al nord e la scelta di questa forma di prevenzione avviene piu’ frequentemente quando la mamma ha un titolo di studio elevato. La vaccinazione per la parotite ne e’ la dimostrazione piu’ eclatante: il 57% fra i figli di laureate e il 40% per quelli di mamme che hanno solo la licenza elementare.

INFLUENZA. Per proteggersi dalla epidemia annuale ben 7 milioni e 375 mila persone si sono vaccinate, pari al 15,7% della popolazione, sono soprattutto anziani ma il risultato e’ considerato al di sotto degli obiettivi del piano sanitario nazionale.