Spazi esterni per vivacizzare la città di Modena

Spazi nuovi e meno rigidi per i bar e i ristoranti che intendono occupare aree pubbliche esterne per attività di pubblico esercizio e di intrattenimento. L’iniziativa è del Comune, assessorato alle politiche economiche, che nei giorni scorsi, in stretta collaborazione con le Associazioni di categoria, ha adottato una delibera con la quale sono state riscritte le norme attuattive che regolano l’occupazione, l’allestimento e l’uso di spazi attrezzati esterni attigui all’esercizio.

Il nuovo regolamento, già pienamente operativo, permette, tranne per limitatissimi casi ed in zone ben definite della città, l’allestimento di nuove strutture e coperture. Sarà possibile installare delle tende estensibili di ampiezza pari o maggiore all’occupazione. L’ampiezza e l’estensione dell’occupazione può essere limitata solo da motivi di pubblico interesse ( viabilità, emergenza, etc….), così come sarà possibile utilizzare gli spazi occupati anche nel periodo invernale. Inoltre sono ammesse piccole attività di intrattenimento (concertini, esibizioni teatrali, cabaret, etc…). Infine, sono previsti contributi fino al 50% della TOSAP versata, in presenza di modalità di intervento particolarmente innovative e progettuali. Cosa non è possibile fare?. Le restrizioni rimaste sono poche e tutte finalizzate a tutelare alcuni spazi del centro storico particolarmente importanti come Piazza Grande dove non sono ammesse coperture strutturate. Ancora, non è ammesso utilizzare in maniera indiscriminata pedane e piattaforme o delimitare l’occupazione con fioriere ( solo per il 2002 e in via del tutto eccezionale potranno utilizzarsi fioriere di altezza massima di cm. 90). Regole nuove, dunque, pensate specificatamente per i pubblici esercizi, in un quadro più generale di interventi come – per citare i principali – il piano del commercio ambulante; il piano degli orari e delle aperture festive dei pubblici esercizi; la turnazione delle chiusure estive; la Società di promozione del Centro Storico; il Progetto Pomposa.