Traffico internazionale di pellicce: arresti e denunce

Tre persone arrestate -due israeliani e un tedesco- e 32 denunciate, sono il risultato di
un’ operazione che ha portato alla scoperta di un ingente traffico internazionale di pellicce di contrabbando. Nel giro coinvolte anche aziende emiliano-romagnole.

L’ operazione è stata compiuta dalla Guardia di finanza di Trento e dal servizio antifrode doganale di Fortezza (Bolzano).
Le pellicce -secondo quanto hanno appurato gli investigatori coordinati dal procuratore di Bolzano Cuno Tarfusser- sarebbero state spedite in aereo dal Nord Europa, dalla Russia, dalla Danimarca e dall’Estremo Oriente per poi approdare in alcuni
magazzini situati in punti franchi elvetici. In un secondo tempo la merce sarebbe stata spedita in regime di transito verso la Germania, oltre che San Marino e la Repubblica Ceca. In realtà il carico, attraverso il territorio francese, prendeva la via dell’Italia dove veniva stoccato in un magazzino dell’hinterland milanese. Nel frattempo, però,
l’organizzazione, dopo avere sostituito le pellicce con merce di minor valore, pelli di coniglio e scarti di pelli, presentava queste ultime alle dogane competenti. In questo modo, visto il tipo di merce presentata e il suo minor valore, si riusciva ad ottenere un trattamento daziario nettamente più favorevole. Con un complesso sistema di fatture
per operazioni in realtà inesistenti veniva anche ottenuto il totale mancato versamento dell’Iva comunitaria. A questo punto le pellicce partivano dal magazzino milanese e venivano consegnate, da operatori di nazionalità israeliana, a società nazionali del settore della commercializzazione e della lavorazione del pellame, senza rispettare alcuna formalità fiscale. Da qui la denuncia di una trentina di responsabili di aziende operanti in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. In tutto, secondo quanto appurato dagli investigatori, l’organizzazione avrebbe compiuto 249 trasporti, introducendo illegalmente nel Paese 665 mila chili di pellicce per un valore di più di 83 milioni di euro.
I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere, al contrabbando, al falso e allaricettazione. Sono stati sequestrati 43 milioni di lire in contanti, due automezzi e un ingente quantitativo di pelli trovate nel magazzino di Milano, individuato sulla base di numerosi documenti in lingua ebraica rinvenuti in un appartamento nel centro di Milano, ritenuto la
base operativa dell’organizzazione.