Modena: ”Rock no war” raccoglie alimentari

Riso, spaghetti, lenticchie secche, tonno in scatola. Sono i generi alimentari che verranno raccolti oggi nei centri commerciali di Modena (Grandemilia, I Portali, La Rotonda) e Sassuolo (Panorama, Coop Mezzavia) e nei supermercati di Carpi (Coop di via Peruzzi), Novi e Formigine per essere inviati al popolo Saharawi, da 25 anni profugo nel deserto del Sahara Occidentale.


L’iniziativa è promossa da Rock no War in collaborazione con Kabara Lagdaf, l’associazione modenese di solidarietà con il popolo Saharawi, il coordinamento regionale Saharawi e la Provincia di Modena. Proprio nella sede della Provincia, alla presenza del vicepresidente Claudio Bergianti, è stata illustrata l’iniziativa di solidarietà che prevede un volo speciale per la consegna degli aiuti in programma dal 7 al 10 maggio. E’ possibile versare anche un contributo sul conto corrente n. 874429 della Banca popolare Emilia Romagna Agenzia 3 di Modena, causale: Carovana aiuti 2002. Molti Comuni modenesi e numerose associazioni organizzano da diversi anni l’ospitalità per bambini saharawi nel corso dell’estate. Durante il soggiorno i piccoli profughi sono sottoposti a visite sanitarie, partecipano ai centri estivi comunali e trascorrono anche alcuni giorni al mare, sulla riviera romagnola. Per loro, inoltre, viene preparata “Una valigia del rientro” ovvero una dotazione di vestiario da portare nel deserto per far fronte a tutte le necessità della famiglia. Sono ormai 25 anni che il popolo Saharawi vive in tendopoli nel deserto tra l’Algeria e il Marocco. Il piano di pace siglato nel 1991 tra il Marocco e il Polisario, che rappresenta il popolo Saharawi nei confronti dell’Onu, prevedeva lo svolgimento del referendum per l’autodeterminazione, ma la consultazione non mai stata effettuata. Nel marzo del 1997 la Provincia di Modena ha firmato un patto di amicizia con la Provincia di El Aayun, della Repubblica araba democratica del Saharawi, con l’obiettivo di favorire la diffusione di una cultura di rispetto e pace fra i popoli, ma anche per promuovere interventi di aiuto e solidarietà, iniziative socio-sanitarie e culturali per migliorare le condizioni di vita di un popolo costretto all’esilio nel deserto.