Sicurezza: Anci-Regioni reclamano ruolo decisionale

Comuni e Regioni, tramite anche l’ azione delle polizie locali, vogliono avere sempre più un ruolo
decisionale nella tutela della sicurezza urbana. E’ lo spirito con cui Anci e Conferenza delle Regioni hanno avviato l’ iter per giungere a una proposta di legge, le cui linee-guida sono state discusse oggi in una tavola rotonda a Torino, alla quale ha preso parte anche il sindaco di Modena, Giuliano Barbolini.


Nella riunione, presieduta dal sindaco del capoluogo piemontese, Sergio Chiamparino, è stato presentato il documento di indirizzo stilato da un apposito gruppo di lavoro di Anci e Regioni, su cui ora si cerca la convergenza dei rispettivi
plenum. Il documento, che tiene conto del nuovo scenario istituzionale di impronta federalista, intende promuovere un ”sistema integrato di sicurezza urbana” attraverso strumenti di concertazione e cooperazione e con una maggiore integrazione dei ruoli esistenti. In particolare, ”le forze di polizia nazionali e municipali sono chiamate a ‘cooperare’ al mantenimento della sicurezza
nelle città e nel territorio regionale sulla base dei mandati dei rispettivi organi istituzionali di riferimento”. Un processo per nulla semplice, vista l’ esigenza di evitare sia sovrapposizioni che palleggiamenti di responsabilità. Una delle ipotesi avanzate è di creare Conferenze provinciali e regionali per la sicurezza, come pure la possibilità per i sindaci di consultarsi con i responsabili delle forze di polizia. I capitoli più delicati, come ha rilevato il sindaco di Modena Giuliano Barbolini, relatore del documento, sono quelli
del coordinamento e della cooperazione tecnico-operativa tra polizie locali e nazionali (su aspetti come il controllo del territorio, gli interventi di emergenza, la tutela dell’ ordine pubblico, il contrasto alla criminalità diffusa), della
qualificazione giuridica (con l’ orientamento di attribuire ai vigili urbani la qualifica di Agenti o Ufficiali di polizia locale), dei supporti strumentali (riguardanti le sedi tecniche di coordinamento, le attività di formazione, gli apparati tecnologici e informatici, la disciplina degli armamenti, gli
archivi e le banche-dati, un possibile numero unico nazionale a tre cifre per le comunicazioni con le polizie municipali). Uno dei punti su cui è stato posto l’ accento, è che non andranno create ”polizie regionali”, ma solo ampliato il
coordinamento tra quelle esistenti. Il presidente della Conferenza delle Regioni Enzo Ghigo, tramite un messaggio, ha comunicato che il tema della sicurezza urbana sarà all’ ordine del giorno della
riunione prevista per il 30 maggio. Se si troverà un accordo sul documento di indirizzo, partirà subito il confronto col governo.