Formula1: Gp d’Europa

Staordinario spettacolo in
rosso in terra di Germania. Con Rubens Barrichello che questa
volta piange di gioia: nella terra di Michael Schumacher e’ lui
il vincitore, Michael il re e’ alle sue spalle di un soffio, e
la bandiera della Ferrari sventola piu’ vincente che mai: 3/a
doppietta della stagione, con i fischi di Zeltweg trasformati in
applausi universali. Cosi’ e’ finito il gp d’Europa.


Rubens ha vinto la partenza e ha vinto la gara. L’ampio
rettilineo del Nuerburgring ha consentito alle monoposto di
scegliere le traiettorie piu’ disparate, cosicche’ allo start e’
stato un incredibile incrociarsi di bolidi lanciati in piena
velocita’ verso la prima curva. Sulla quale ha tentato di
affacciarsi per primo Montoya, che ha scelto di spostarsi
dall’esterno della pole all’interno della ‘Castrol’. Risultato:
e’ stato beffato non solo dal compagno di squadra Ralf
Schumacher, bravissimo a ritardare la frenata (con conseguente
leggero contatto tra le due BMW-Williams), ma anche dalla
straripante partenza di Barrichello che, favorito dalla macchina
scarica, in tre curve e’ riuscito a portarsi in testa.
Schumi, eccezionale a evitare contatti, ha fatto una partenza
capolavoro: ha superato Montoya, si e’ lasciato superare da
Rubens, ha aspettato il 2/o giro per superare a sua volta Ralf e
dal terzo giro ha preso saldamente la 2/a posizione. Cosi’ nello
spazio di un paio di giri quella che era la griglia di partenza
perfettamente definita della vigilia e’ stata scombinata dalle
due rosse scatenate: 1/o Barrichello, 2/o Michael a 1”, le
BMW-Williams di Ralf e Montoya a inseguire prendendosi quasi 2”
al giro (al 15/o giro il ritardo era gia’ di 23”, al 30/o di
34”), le due McLaren di Coulthard e Raikkonen dietro a loro
volta di un paio di secondi. Sbagliata invece la partenza di
Trulli, solo 11/mo dopo il primo giro dopo essere partito dalla
7/ma posizione e bravo a riportarsi sotto nello spazio di una
ventina di tornate. Il pescarese ha superato nell’ordine McNish
(Toyota), Heidfeld (Sauber) e Massa (Sauber) riportandosi con la
sua Renault alle spalle del compagno di squadra Button.
Ben piu’ sfortunata, invece, la partenza di Giancarlo
Fisichella, che alla prima curva si e’ toccato con l’altra
Jordan di Takuma Sato, con l’unica conseguenza di ritrovarsi
entrambi ultimi dopo il primo giro. Fisico si ritirera’ al 14/o.
Dopo cotanta partenza, la gara si e’ assestata fino al 24/mo
giro, quando e’ stato Michael Schumacher a dare il primo colpo
di scena: del tutto inaspettato, testa-coda con la sua F2002
mentre si trova indisturbato alle spalle di Barrichello. Il
tedesco non riporta danni ma perde 11”. Cosi’ rientra ai box
(pit stop in 8,6) ed esce in pista ancora secondo, in ritardo
rispetto a Barrichello ma davanti a Ralf.
La Ferrari il giro successivo (26/mo) richiama anche
Barrichello: anche per lui sosta in 8.6 e rientro in pista in
testa. La cavalcata delle Ferrari appare a meta’ gara
assolutamente inarrestabile, con Michael piu’ veloce del
compagno di squadra ma non per questo deciso ad attaccarlo.
Dietro di loro, poi, ci pensano gli avversari ad
autoeliminarsi: alla curva ‘Castrol’, quella tanto nuova quanto
dannatissima prima curva del circuito del Nurburgring, Coulthard
(5/0) tenta il sorpasso su Montoya. Il colombiano tocca il
cordolo, sbanda, chiude la strada allo scozzese, i due entrano
in contatto e il risultato e’ uno solo: fuori entrambi, con
Coulthard che applaude polemicamente Montoya.
Ma sono le Ferrari a dare spettacolo: Barrichelo e Schumacher
si contendono il giro piu’ veloce. Schumi rientra ai box al
43/mo giro per la seconda sosta: 7.8 per rifornimento e cambio
gomme. Rubens lo fa due giri dopo: pit stop in 7.6. Rientra in
testa, con Schumi che gli rosicchia decimo su decimo fino ad
essergli addosso. Gli ultimi giri sono un tripudio in rosso ad
altissima velocita’, con Schumi che vuole a tutti costi vincere
davanti al suo pubblico, Rubens che tiene duro per raggiungere
la seconda vittoria della sua carriera. E’ una frenesia in
rosso. E la vittoria del brasiliano e’ gioia incontenibile,
mentre Ross Brawn, ai box, si mangia serafico una banana. Bello
lavorare cosi’.
Alle loro spalle, lontani uno spazio siderale, Kimi Raikkonen
sulla McLaren (3/o), Ralf Schumacher con la BMW-Williams (4/o),
Jenson Button con la Renault (5/o) e Felipe Massa con la Sauber
(6/o). Dignitosi e lontani da Rubens Barrichello detto Rubinho,
brasiliano di Germania che ascolta il suo inno con la mano sul
cuore e piange, semplicemente piange.

”Oggi non abbiamo
temuto nemmeno un attimo che di nuovo arrivasse l’ ordine di
scuderia per Barrichello. Ha vinto e siamo stati felici”.
Cosi’ il presidente del ”Ferrari club” di Maranello,
Alberto Beccari, al termine della chiassosa ”sfilata” per le
vie cittadine ha commentato la vittoria del pilota brasiliano.
Le campane della cittadina suonate a distesa dal parroco, don
Alberto Bernardoni, hanno accompagnato il suono di clacson e
sirene nella sfilate delle ”rosse” locali.
”Oggi – ha aggiunto Beccari – molti del club sono andati in
Germania, ma quelli che sono rimasti hanno dimenticato il caldo
e sono venuti comunque a vedere il Gran Premio nella nostra
sede. Fin dall’ inizio della gara abbiamo goduto dell’ impronta
vincente data dalle Ferrari. Barrichello si e’ dimostrato ottimo
e assieme a Schumi anche tutti noi alla fine abbiamo fatto
festa”.