Cavezzo: caso Oliva, un indagato?

Resta ancora da fissare il funerale di Marco Oliva, il 28enne deceduto nello schianto dell’aereo sull’Appennino. Dalle indagini avviate dai carabinieri di Parma non emergono per ora elementi che possano provare negligenze o colpe a carico del pilota reggiano Mario Pizzarelli.

L’inchiesta della procura di Parma si annuncia complessa e il sostituto procuratore che coordina le indagini dovrà eseguire determinati accertamenti. Per fare questo, è nella logica che iscriva qualcuno nel registro degli indagati. La prima persona che potrebbe finirvi è proprio il pilota che sabato mattina era alla guida del Partenavia P66C precipitato sul monte Bocco, in territorio parmense.
Si tratta, nei suoi confronti, di un atto dovuto: da un lato consentirà al magistrato di poter proseguire nelle indagini e, dall’altro, qualora emergessero responsabilità nell’incidente, consentirebbero a Pizzarelli di difendersi, nominando un proprio perito per l’autopsia. Dopo la quale potrà esserci il rito funebre.
Siamo comunque ancora nel campo delle ipotesi e delle illazioni, dal momento che dalla procura di Parma non vi è conferma che Pizzarelli abbia ricevuto un avviso di garanzia per l’unico reato oggi ipotizzabile, ovvero quello di omicidio colposo e lesioni colpose. Per ora, nell’attesa che venga eseguita l’autopsia – prevista per domani all’istituto di medicina legale dell’ospedale Maggiore di Parma – i carabinieri di Parma, hanno raccolto molti documenti e testimonianze.
Gli investigatori sono andati alla torre di controllo dell’aeroporto di Bologna, dove hanno sequestrato le registrazioni radio e il tracciato percorso dal velivolo prima di precipitare. Sono stati eseguiti controlli alla sede dell’aeroclub di Reggio e, secondo gli investigatori, sarebbe inappuntabile la gestione e la manutenzione dell’aereo sul quale viaggiavano Mario Pizzarelli, il 28enne Marco Oliva e la fidanzata Giorgia Ferrari, di 24 anni. Un escursionista presente sulla vetta del monte Bocco e altre persone che abitano nella zona, intanto, hanno confermato la tesi del pilota riferendo ai carabinieri che, al momento dello schianto, sulla zona si stava abbattendo un temporale, che ha sorpreso il pilota e fatto perdere quota al velivolo.