Manodopera, il 70% immigrati

Lo scorso anno 350 iscritti ai Centri per l’impiego. Nei giorni della presentazione sullo stato economico del distretto ceramico era apparso come uno dei dati più importanti quello che testimoniava la crescente “dipendenza” delle imprese dalla forza lavoro extracomunitaria.

Eccone le prove, numeri alla mano.
Dal 1993 ad oggi, come testimonia lo studio, che fa riferimento ai dati fino al 2001, la mano d’opera di provenienza extracomunitaria è risultata in continuo aumento nella zona di Sassuolo. Rispetto al 30 per cento di media provinciale, in questa zona siamo al 70 per cento, secondo quanto riferito dagli uffici di collocamento, oggi centri per l’impiego.

Gli arrivi continuano anche adesso. Oltre 350 lavoratori stranieri nel 2001 si sono iscritti al centro per l’impiego sassolese. Cresce la componente femminile che su questo dato raggiunge il 43 per cento.
D’altra parte il lavoro c’è, ma le dinamiche non sono le stesse di qualche anno fa: gli avviamenti al lavoro, per stranieri e non, nel 2001 sono aumentati ma non ai tassi rapidissimi abituali per la zona. Aumentano i tempi di attesa per un’occupazione, anche per gli extracomunitari: l’impiego in meno di tre mesi era una certezza per il 71 per cento nel 1999, nel 2000 solo per il 33 per cento, nel 2001 appena per il 19 per cento. Gli altri si devono adeguare a tempi più lunghi, magari normali per un italiano, non per chi viene a cercare lavoro dall’estero: oltre un anno prima di essere avviati a un’occupazione, hanno aspettato il 53 per cento degli iscritti del 2001.

E’ un chiaro segnale di minor dinamismo occupazionale per il comprensorio, che si era già evidenziato del resto con i dati sul lavoro in generale.
Da notare che resta ovviamente l’industria il settore che assorbe la maggioranza degli stranieri in cerca di lavoro, il 70 per cento, ma che nel 2001 è stata la stessa industria a determinare le frenata, perdendo una certa percentuale in termini di nuovi ingressi mentre il terziario si mostrava più dinamico.

Il lavoratore immigrato risulta oggi molto più qualificato che agli esordi: gli operai generici sono il 48 per cento del totale, ma aumentano le percentuali di qualificati e specializzati. Prevalentemente arriva nel distretto ceramico gente che ha già esperienze e famiglia: il 60 per cento ha più di trent’anni.