Ordigno Modena: Lav, così ricercatori diventano vittime

”Chi ha piazzato il rudimentale ordigno nell’ istituto sperimentale della Zootecnia di Modena allo scopo di fermare gli xenotrapianti ha in realtà ottenuto
il risultato di far passare per vittime i ricercatori impegnati in questo campo, con il rischio di togliere credibilità alle serie battaglie sviluppate in questi anni da chi, come noi, è contrario alla creazione di animali transgenici”. Questo il commento della LAV (Lega antivivisezione) alla notizia del ritrovamento ieri di una bomba nell’ Ente di ricerca modenese.


”Considerata la moratoria dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità sulle applicazioni cliniche all’uomo degli xenotrapianti e l’ esplicita condanna di questo tipo di esperimenti da parte del Ministro deputato ad occuparsene, il ministro della Salute Sirchia che ha definito gli xenotrapianti
‘fantascienza ed utopia’ indicando nelle cellule staminali la soluzione al problema dei trapianti, è paradossale – osserva Gianluca Felicetti, responsabile Lav per il settore vivisezione
– che sia il ministro delle Politiche agricole Alemanno a finanziare generosamente queste ricerche, quasi con un contributo ad personam, sebbene sulla ricerca Ogm in campo agricolo si sia dimostrato attento e sensibile e nonostante lo
stop allo studio sugli xenotrapianti, voluto dal precedente ministro Pecoraro Scanio”. ”Rivolgiamo un appello al ministro Alemanno perchè provveda
a finanziare una costruttiva ricerca in campo agricolo senza il ricorso ad inutili esperimenti su animali – prosegue Felicetti – il contestato progetto di ricerca sui maiali transgenici, seguito dalla professoressa Lavitrano, non servirà a nulla se
non alla sua curatrice per pubblicare inutili resoconti di esperimenti, costati finora ai contribuenti ben 5 miliardi e mezzo di vecchie lire ed estremamente cruenti per i 51 maiali condannati a morire e a soffrire quanto quelli allevati per
diventare prosciutto”.