Fisco: meno controlli sulle imposte

Mentre il Fisco si prepara a una vera e propria campagna d’autunno per scovare evasori, economia sommersa e lavoro nero, si tirano le somme del lavoro di accertamento svolto l’anno scorso.

Secondo alcuni dati, recentemente forniti dal ministero delle finanze, la macchina dei controlli si va sempre più raffinando: il numero dei controlli sulle imposte dirette (Irpef, Irpeg e Ilor) scende rispetto allo scorso anno ma aumenta il valore delle imposte accertate in più (esattamente oltre 12.000 miliardi). E ‘la palma’ per l’incidenza maggiore sul totale delle imposte accertate in più (per quanto riguarda i controlli automatizzati sulle imposte dirette) spetta alla Lombardia e al Lazio che, rispettivamente, con un 28% e un 13%, guidano la ‘graduatoria’ delle regioni. Per quanto riguarda i controlli sulle imposte dirette, tra il 2000 e lo scorso anno si registra un calo del 21,3% nel numero degli accertamenti che passano da 696.047 a 547.142. Ma a questo calo corrisponde un netto aumento della ‘mima’ ovvero della maggior imposta media accertata. In altre parole quanto, mediamente, i contribuenti devono versare in più al fisco rispetto a quanto dichiarato. Si passa da un’imposta media di 16,9 milioni di vecchie lire nel 2000 ai 23,4 milioni dello scorso anno. Il maggior numero di controlli si riscontra nella fascia fino ai 20 milioni (oltre 488 mila in calo però rispetto ai 657.000 del 2000). Aumentano invece i controlli oltre i 100 milioni: poco più di 11.000 nel 2000 e circa 12.700 l’anno scorso. Anche passando alle singole regioni, ma solo relativamente ai controlli automatizzati (la verifica dei modelli Unico per la dichiarazione dei redditi presentati dai contribuenti) a fronte di un netto calo dei controlli (da 402.000 a 176.000) corrisponde un’impennata del valore della maggior imposta media accertata che passa da 1,3 milioni a 2,3. Ecco ‘la classifica’ con l’incidenza, per regione, sulla maggior imposta accertata:
Regioni – Incidenza su maggior imposta
Lombardia 28%, Lazio 13%, Emilia Romagna 7,4%, Veneto 6,9%, Piemonte 6,9%,
Toscana 6,7%, Puglia 6,7%, Sicilia 6,5%,
Campania 6,1%, Liguria 2,7%, Marche 1,8%
F.V. Giulia 1,7%, Sardegna 1,1%, Umbria 1,0%,
Abruzzo 1,0%, Calabria 0,9%, Bolzano 0,6%,
Molise 0,5%, Trento 0,3%, Basilicata 0,2%
Valle d’Aosta 0,1%.