Terrorismo: San Petronio, tutti scarcerati

Tutti scarcerati i cinque fermati all’ interno della basilica di San Petronio a Bologna mentre, secondo l’accusa, stavano facendo un sopralluogo per un attentato. Lo ha deciso il Gip Diego Di Marco, che ha comunque convalidato il fermo.

Il gip, inoltre, ha respinto la richiesta della Procura di misura preventiva nei confronti dei due marocchini che manovravano la telecamera e che avrebbero pronunciato le frasi che avevano creato allarme. Il pm Giovagnoli, dopo la decisione del Gip, ha spiegato che la Procura non ha chiesto misure cautelari perchè, dopo le spiegazioni fornite dagli indagati negli interrogatori, ha ritenuto che gli indizi non fossero abbastanza gravi per ritenere la sussistenza del reato. L’ italiano, il prof.Germano Caldon, ha spiegato di essere stato lui a proporre la visita di San Petronio ai quattro marocchini per far vedere loro le opere d’ arte; a questo punto
– ha spiegato ancora Giovagnoli – è mancato il presupposto dell’ accordo per fare ritenere la visita un sopralluogo prima dell’ attentato. Le frasi quindi, seppure pronunciate, non possono più essere inserite nel contesto di un accordo preventivo per un atto terroristico. Ovviamente i cinque – ha
precisato il Pm – rimangono indagati. La misura di prevenzione, infine, è stata respinta perchè il Gip ha ritenuto che non possa essere applicata in questa fase dell’ indagine.
”La Procura ha serenamente svolto la funzione di controllo della legalita”’. Lo ha detto il Procuratore aggiunto di Bologna Luigi Persico dopo la decisione del Gip di scarcerare i cinque fermati nella Basilica di San
Petronio. ”La Procura è soddisfatta – ha aggiunto – che il giudice abbia accolto le richieste formulate”.
La stessa accusa, infatti, a conclusione degli interrogatori aveva ritirato la richiesta di custodia cautelare per i cinque, chiedendo la convalida dei fermi. Il Gip ha convalidato il fermo, ritenendolo eseguito legittimamente in base al quadro
indiziario che si presentava al momento del controllo. Respinta invece la richiesta di misura preventiva per due dei cinque indagati, in quanto il Giudice ha ritenuto che questa richiesta deve essere valutata in un’ altra fase.