Popolazione 2002: i modenesi sono quasi 640 mila

Nel 2001 la popolazione modenese è cresciuta dell’1,1 per cento, confermando la crescita record dell’anno precedente. I modenesi che risultano alle anagrafi comunali al 1 gennaio di quest’anno, quindi, sono ormai 640 mila, precisamente 639.315, con un aumento di 6.689 persone nei dodici mesi: 312.853 sono maschi, 326.462 femmine.


Un apporto determinante alla crescita della popolazione è dovuto all’aumento degli stranieri (più 4.380 persone) che oggi rappresentano il 4,7 per cento rispetto al totale dei residenti. All’inizio del 2001 erano il 4 per cento, all’inizio del 2000 il 3,4. Gli stranieri residenti sono 29.933, circa un terzo nel capoluogo (10.509), gli altri diffusi in tutto il territorio provinciale con alcuni comuni della montagna (Guiglia, Serramazzoni, Zocca e Palagano) o della pianura (San Prospero, San Possidonio, Bomporto) dove la percentuale rispetto al totale della popolazione è ben più alta della media: tra il 6 e il 9 per cento. Non solo stranieri, comunque, perché nel 2001 è stato confermato anche il dato che vede una crescita del tasso di natalità (oggi al 9,4 per mille) che, insieme alla diminuzione del numero dei morti (9,9 ogni mille abitanti) ha permesso di ridurre ulteriormente il saldo naturale negativo portandolo a sole 321 unità, sui livelli degli anni Settanta. Nel 2000 il saldo negativo era di 486 unità, nel 1999 addirittura di 1.157.
Circa i due terzi della popolazione modenese sono concentrati nei sette comuni principali: Modena (178.013 abitanti), Carpi (62.288), Sassuolo (41.003), Formigine (30.252), Castelfranco (25.359), Mirandola (22.115) e Vignola (21.276). L’aumento di popolazione nel capoluogo, comunque, è stato inferiore alla media provinciale con uno 0,6 per cento (più 1.023 persone). Bassa anche la crescita a Sassuolo (0,3) e a Mirandola (0,2), perfettamente allineata con la media provinciale Carpi (1,1). Da boom, invece, la situazione a Formigine (1,4), Vignola (1,6) e Castelfranco (3,4 con ben 841 persone in più). Sopra il 3 per cento anche la crescita a Serramazzoni (3,7), Bastiglia (3,5) e Bomporto (3,2). I comuni in calo sono quasi tutti della montagna. Frassinoro scende dell’1,9 per cento (da 2.218 a 2.175 residenti); Riolunato dell’1,3 per cento (da 749 a 739 residenti); Palagano dello 0,9; Fiumalbo dello 0,8; Fanano, Montefiorino e Montese dello 0,2; Lama, Sestola e Pievepelago dello 0,1.
In calo in pianura anche San Cesario (meno 0,8 per cento), Camposanto (0,6) e Concordia (0,1).
La densità abitativa, cioè il numero di abitanti per chilometro quadrato, varia dai 1.060 di Sassuolo ai 16 di Riolunato: la media provinciale è di 235 abitanti per chilometro quadrato.
Insieme alla popolazione crescono anche le famiglie modenesi (più 4.426 unità nel 2002, più 4.464 nel 2001) mentre continua calare il numero dei componenti oggi fissato a 2,47, dieci anni fa era 2,67. Oggi le famiglie modenesi sono 257.432, la crescita percentuale rispetto all’anno precedente è dell’1,8. Variazioni superiori alla media provinciale sono registrate a San Felice (più 7,9 per cento), San Cesario (5,9), Castelfranco (3,8). La media di componenti più alta è a San Prospero (3,04), la più bassa a Frassinoro (2,03). Le famiglie con un solo componente sono quasi 68 mila, dieci anni fa erano circa 45 mila, quelle con due componenti sono oltre 75 mila (erano 63 mila nel 1991).
I matrimoni celebrati nel 2001 sono stati 2400, l’8,8 per cento in meno rispetto all’anno precedente: calano quelli con rito religioso sono stati 1550 (meno 14,9 per cento), mentre con rito civile si sono sposate 850 coppie, 4,8 per cento in più rispetto al 2000. In un solo anno le unioni religiose sono scese, quindi, dal 69 al 64,5 per cento dei matrimoni.
I modenesi con più di 65 anni erano 130.049 al 1 gennaio 2002 e rappresentano un quinto della popolazione complessiva, esattamente il 20,3 per cento, la stessa quota dell’anno precedente. La fascia di età che aumenta è, invece, quella 0-14 anni, 81.830 persone che passa in un anno dal 12,5 al 12,8 per cento della popolazione complessiva tornando a valori di dieci anni fa.