Scuola: parte la sperimentazione in 250 istituti

Parte in 250 scuole la sperimentazione della riforma voluta dal ministro Moratti. ”Verificate le condizioni di fattibilità ed acquisite le delibere degli organi collegiali delle scuole -rende noto il
ministero in un comunicato- i direttori generali degli uffici scolastici regionali procederanno quanto prima alla pubblicazione dei piani regionali, comprendenti le singole istituzioni scolastiche inserite nel progetto nazionale di sperimentazione”.


Complessivamente, le istituzioni scolastiche impegnate nella sperimentazione, sottolinea il Miur, sono 250, tra statali e paritarie, suddivise in modo uniforme nelle diverse aree del paese: 48 nel Nord ovest, 46 nel Nord est, 64 nel Centro, 53 al Sud e 39 nelle isole. 20 nelllo specifico quelle emiliano-romagnole. Le scuole aderenti al progetto realizzeranno la sperimentazione, sulla base di linee guida definite ‘indicazioni nazionali’, con ”ampia flessibilità didattica e organizzativa e secondo le prerogative dell’autonomia scolastica”. Ministero, uffici scolastici regionali e Centri servizi amministrativi (ex Provveditorati agli studi), si legge inoltre nel comunicato, hanno già attivato task-force di sostegno ”impiegando il meglio delle risorse e delle competenze di cui dispongono per sostenere adeguatamente il personale delle istituzioni scolastiche statali e paritarie impegnate nel progetto”. Inoltre, un apposito piano di formazione assistita a distanza, gestito unitamente all’istituto Indire di Firenze e destinato al personale delle scuole statali e paritarie coinvolte, accompagnerà la realizzazione della sperimentazione. Le scuole che sperimentano, precisa poi il ministero, ”non rimarranno sole in questa che rappresenta indubbiamente una
sfida al cambiamento in settori come quello dell’infanzia e della scuola elementare, che pur già esprimono alti livelli di qualità nei risultati formativi. La sperimentazione sarà altresì seguita e sostenuta dagli Osservatori nazionale e regionali, con il compito di orientare, rilevare e verificare,
anche mediante il contributo del mondo accademico, l’andamento delle attività attraverso monitoraggi continui, in modo da garantire -afferma il Miur- il massimo di efficacia
dell’iniziativa in ogni sua fase”.