La morte di Pierangelo Bertoli: il cordoglio del Sindaco

Le parole non bastano davvero ad esprimere tutto il nostro dolore e cordoglio che proviamo oggi e di cui, a nome dell’Amministrazione e della comunità tutta mi faccio interprete, stringendomi attorno alla moglie Bruna, al figli e ai familiari di Pier Angelo Bertoli….
Così Laura Tosi, ricorda Pier Angelo Bertoli, dopo aver appreso la notizia della sua morte.


Angelo era per me anche e soprattutto un amico, una presenza cara e familiare sin dai tempi che oggi sembrano lontani dell’Oratorio don Bosco, quando iniziai a conoscerlo, per la prima volta. Erano anni
quelli in cui a Sassuolo ci si conosceva davvero tutti e da allora ho sempre avuto modo ed occasione
di frequentarlo, di ammirarne l’evoluzione e la crescita artistica, di ascoltare le sue canzoni, i suoi interventi…
“Purtroppo oggi nel dolore che si aggiunge tra l’altro a poche ore di distanza da l grave attentato che ha colpito il nostro Municipio, Sassuolo deve registrare la perdita di una delle sue tante “eccellenze” , di un suo figlio illustre che, come altri, in settori diversi fra loro hanno saputo mantenere viva e proficua la memoria ed il senso di appartenenza con il proprio paese d’origine, valorizzandone poi radici ed identità”:

“Oggi non solo la nostra comunità tutta – prosegue il Sindaco – si ritrova impoverita da questa grave perdita, ma anche l’intera scena artistica italiana che perde un protagonista autentico della espressione musicale. Un talento vero, genuino che seppe superare con slancio il proprio handicap fisico, trovando nella forza della voce, una voce unica, inconfondibile e delle parole di quel suo amatissimo dialetto, le giuste coordinate per la sua preponderante vena artistica.”

Proprio nel maggio scorso, in occasione della realizzazione della fortunata puntata della trasmissione di “Rete 4” “La Domenica del Villaggio”, il cantautore sassolese diede prova della sua straordinaria ed immutata forza espressiva, con uno strepitoso mini-concerto…

Bertoli si esibì per l’occasione in diretta – da Piazza Garibaldi – sotto al suo amato campanone, facendo toccare le punte di massimo ascolto della trasmissione proprio durante la sua esibizione…

E fu quella, per la nostra città, l’ultima apparizione pubblica di Bertoli che poi, evidentemente dovette sospendere l’attività per combattere l’ultima battaglia con il male che lo ha portato via.
“In quel frangente – conclude Laura Tosi – rimasi molto colpita dall’affiatamento di Pierangelo con il figlio che suonava con lui ed anche dalla comunanza e condivisione del percorso, dei ricordi ed anche di una poetica tutta sassolese che trovò un ulteriore bellisimmo momento nell’incontro con Caterina Caselli
e i primi musicisti sassolesi degli anni’60”.

Alle parole del Sindaco Laura Tosi, che hanno voluto racchiudere e sintetizzare il profondo dolore
dell’Amministrazione Comunale e della Comunità cittadina tutta, si sono accomunati i sentimenti di dolore di altri amministratori pubblici:
Da Patrizia Barbolini a Ruggero Cavani, da Francesco Genitoni a Giancarlo Diamanti
tutti amici ed estimatori di Angelo che troveranno in queste ore la possibilità di aggiungere ulteriori accenti e ricordi diversi sull’opear di Bertoli….

Furono, tra gli altri, proprio questi ultimi ad organizzare nel Dicembre di due anni fa un bellissimo concerto al Teatro Carani che raccolse il gruppo storico dell’esordio, quello attuale, altri amici e compagni d’avventura musicale in una memorabile serata…

Angelo divenne famoso a partire dalla pubblicazione del suo primo, storico, disco nel 1975, quel “Roca Blues”, preceduto da un primo, (oggi introvabile) lavoro amatoriale, che suscitò giuste sottolineature da parte della critica nazionale per l’originalità e la freschezza dei contenuti e delle composizioni dialettali…

Da allora, con molti altri lavori discografici di ottimo livello (ricordiamo soltanto “Eppure soffia” e l’effettuazione di numerosissime esibizione live, Bertoli raggiunse un grado di notorietà che lo portò ad
Una giusta fama in ambito nazionale…

Stima e collaborazione arrivarono poi dai grandi cantautori della musica italiana quali Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini… anch’essi particolarmente attenti alle connessioni tra musica, lingua parlata e
Quella dialettale. Un dialetto di cui Bertoli seppe farsi interprete, con passione e

Pier Angelo Bertoli fu anche uomo di passione politica e impegno civile, come testimoniò
Impegno che si concretizzò pure nella partecipazione al lavoro concreto del Governo del territorio, quando nel biennio 80-81 venne eletto nei banchi consiliari nelle file dell’allora PCI.
Fu una parentesi breve, poi interrotta solo dopo due anni, a causa dell’ingigantirsi del suo impegno professionale.

Nel 1996 il Comune di Sassuolo, in occasione del 50° anniversario della nascita delle Istituzioni locali dal dopoguerra, quando venne ricordato il primo Consiglio Comunale e via via tutti i Consiglieri succedutisi nel corso delle legislature e degli anni, consegnò a Pierangelo un importante riconoscimento.

Pierangelo Bertoli è rimasto fino all’ultimo legato alla sua terra natale, alle sue radici e alla vita della comunità dove aveva mantenuto il proprio domicilio, non solo abitativo, ma anche quello dell’anima…