Modena: da sabato dinosauri al Foro Boario

Da sabato prossimo e fino al 17 novembre a Modena sara’ possibile visitare una mostra sui dinosauri piumati.

I resti, esposti nel Foro Boario, sono stati ritrovati nella regione cinese di Liaoning, nell’area di Benxi, sulle colline attorno alla citta’ di Beipiao, nei pressi di Pechino, e sono databili a circa 120 milioni di anni fa, ossia al periodo Cretacico dell’era Mesozoica. La mostra, voluta e organizzata dall’Universita’ di Modena e Reggio Emilia e dagli studiosi della scuola di Palentologia dell’Ateneo, rappresenta uno dei piu’ significativi ritrovamenti paleontologici degli ultimi decenni.
Secondo gli esperti, si tratta di una scoperta che ha fatto rivedere e rivoluzionare molte convinzioni scientifiche sull’evoluzione della vita sul pianeta, gettando luce su uno dei suoi piu’ grandi misteri, ossia l’origine degli uccelli. Oltre ai dinosauri con piume e penne e agli uccelli primitivi, nella mostra, intitolata ‘Quando i dinosauri avevano le piume’, verranno esposti invertebrati (bivalvi, gasteropodi e crostacei, insetti), vertebrati (pesci, rane, tritoni, tartarughe, lucertole semiacquatiche) e flora (felci, equiseti, ginkofite ed angiosperme). Tutti esemplari che caratterizzavano l’ambiente appartenente a quel lontano passato. La scoperta dei resti di dinosauri piumati e’ avvenuta nel 1996.
All’interno di una scatola, fatta recapitare da un mercante di fossili al direttore del Museo geologico nazionale di Pechino, invece del solito pesce o rettile del giacimento del Liaoning, apparvero i resti di un animale davvero particolare. Grande quanto un pollo, si trattava di un piccolo dinosauro che mostrava i caratteri tipici del gruppo dei teropodi: cranio largo con la bocca dotata di denti aguzzi, gli arti anteriori corti, ma robusti e dotati di artigli acuminati e, infine, la coda ossea lunga due volte il corpo. L’elemento nuovo era dato proprio dalla cresta, formata da innumerevoli filamenti scuri su tutto il dorso, dal collo alla coda.
A questa scoperta ne seguirono altre.

”La possibilita’ di ammirare questi fossili provenienti dalla Cina nord-orientale, a poche centinaia di chilometri dalla capitale Pechino – ha spiegato il professor Antonio Russo, direttore del Dipartimento del museo di Paleobiologia e dell’Orto botanico dell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia – rappresenta, per la citt’ di Modena e per tutti gli appassionati, un evento culturale di grande importanza, poiche’ essi costituiscono un tassello fondamentale del grande quadro della storia evolutiva della vita.
Questi resti sono, peraltro, perfettamente conservati, anche nei particolari piu’ delicati come piume e penne. Il ritrovamento di dinosauri piumati e di uccelli primitivi ha aperto nuovi orizzonti nel mondo scientifico sull’origine degli uccelli, quali diretti discendenti dei dinosauri”.