Modena: promette sesso ed offre caffè drogato

Agenti della Polizia Municipale hannno arrestato una prostituta tossicodipendente per rapina aggravata e continuata e lesioni personali gravissime.

Offriva prestazioni sessuali a pagamento ma prima di ogni incontro serviva bevande drogate ai propri clienti per poterli alleggerire di danaro contante e gioielli. Una prostituta tossicodipendente di 33 anni, P. G., nativa di Parma ma residente a Modena in via San Faustino 155(Windsor Park) è stata arrestata la notte scorsa dal personale della Polizia Municipale di Modena in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa da Barbara Malavasi, Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Modena. Pesanti le accuse mosse sin qui: rapina aggravata e continuata e lesioni personali gravissime. L’indagine condotta dagli uomini di Viale Amendola coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica Pasquale Mazzei ha preso il via da singolari e sorprendenti coincidenze riscontrate nel corso dei rilievi di tre incidenti stradali effetuati dalla pattuglia infortunistica tra il 25 ed il 29 settembre. In tutti i casi le persone coinvolte risultavano in una condizione di limitata o totale incapacità di attenzione ed autodeterminazione. Le persone, una volta riacquistata la piena lucidità, a volte dopo due giorni di black out mentale, non ricordavano cosa era accaduto nelle ore precedenti e solo parziale memoria di quanto avvenuto la serata precedente. Tutti, comunque, riferivano di aver avvicinato o di essere stati avvicinati in prossimità di Piazzale Natale Bruni da una ragazza di circa 35 anni con cui avevano trattato una prestazione sessuale a pagamento da consumarsi in tranquillità in un appartamento di Via San Faustino. Durante il tragitto per raggiungere l’appartamento la donna offriva ai suoi “occasionali amici” un caffè corretto. Abilmente la donna versava nella bevanda una miscela di psicofarmaci e di sonniferi che rendevano le vittime in condizione di totale incapacità di intendere e volere. A questo punto la donna, forse con l’aiuto di un complice, riusciva a derubare i malcapitati di tutti i loro averi. In un caso è anche riuscita a farsi accompagnare da uno dei clienti ad effettuare un prelievo utilizzando la tessera Bancomat di questi. Le coincidenze riscontrate hanno fatto scattare le indagini che hanno consentito di circoscrivere le ricerche all’interno di un gruppo di prostitute che operano nella zona di via Piave. Gli agenti hanno identificato l’appartamento di via San Faustino dove la donna conduceva i clienti e quindi hanno effettuato una attività investigativa per individuare chi utilizzala i locali. Le indagini hanno consentito di individuare anche la farmacia dove la ragazza comperava, dietro presentazione di regolare ricetta medica, i medicinali ed il bar dove faceva scattare la trappola del “caffè corretto”. Le indagini si sono poi concentrate proprio sulla parmense che è stata riconosciuta dalle vittime. La prova decisiva in in mano agli investigatori è arrivata visionando il filmato registrato da una telecamera posizionata nei pressi di uno sportello Bancomat dove la donna aveva effettuato un prelievo utilizzando la carta sottratta ad un cliente. La Polizia Municipale, in coordinamento con il dottor Mazzei, ha poi comparato, grazie anche alla collaborazione con la Questura di Modena, altri episodi simili accaduti in città negli ultimi giorni riscontrando che la stessa tattica è stata adoperata con successo dalla donna in almeno 9 occasioni. In un’altra circostanza (domenica notte) gli agenti di viale Amendola sono riusciti ad evitare il peggio riuscendo a fermare la giovane, dopo che era riuscita a somministrare ad un cliente 8 pastiglie di un potente sonnifero, prima che la rapina potesse essere portata a compimento.Si ritiene, comunque, che la lista delle persone rapinate possa essere anche più lunga, in quanto in questi casi il rischio che la vittima sporga denuncia, ammettendo le proprie debolezze sessuali, risulta in genere molto basso. Proprio su questo particolare la P.G. contava per sperare di farla franca. La miscela di psicofarmaci utilizzata dalla donna per annullare la volontà degli occasionali amici, era veramente potente, in alcuni casi le vittime hanno preso coscienza solo dopo 48 ore.