Modena: legge Bossi-Fini, interviene l’assessore Caldana

L’assessore alle politiche sociali Alberto Caldana: “Chi esprime dissenso subito bollato. A Modena 8300 domande di regolarizzazione ma i kit ritirati erano stati 33.000”.


“Vedendo i toni con cui il ministro Giovanardi e l’onorevole Bertolini si sono affrettati a replicare al vescovo di Modena monsignor Cocchi, sul tema dell’applicazione della legge Bossi-Fini, il primo commento non può che essere che davvero in questo paese tira aria di regime. Ogni volta che una persona autorevole esprime un dissenso rispetto a quanto il governo sta facendo e subito si dice che è plagiato da comunisti e vittima della disinformazione imperante. Il governo e il centro destra sembrano voler negare a una struttura come la Caritas ed a chi la rappresenta come monsignor Cocchi, il fatto di poter avere una autonoma valutazione, attraverso la propria capillare rete di centri presenti in tutto il paese, su un fenomeno complesso e difficile quale quello dell’immigrazione. Ed a proposito di disinformazione -prosegue l’assessore- sarebbe giusto che il ministro Giovanardi, oltre ai dati su quante domande di regolarizzazione sono state presentate in provincia di Modena (cioè 5373 per i lavoratori dipendenti e 2062 per colf e badanti) dicesse anche quanti kit erano stati ritirati (e cioè 19580 per i lavoratori dipendenti e 13315 per colf e badanti). Dunque tra quanti hanno chiesto il kit, quasi 33 mila persone, e quanti hanno presentato domanda, mancano all’appello almeno 24 mila persone, che per il governo si sono improvvisamente volatilizzate. Si tratta invece -conclude Alberto Caldana- di una conferma palese che evidentemente il drammatico problema clandestinità non è certo stato sconfitto. Ed a sconfiggerlo non basta nascondere cifre, come quelle sul numero degli sbarchi di clandestini in Italia, che sono notevolmente aumentati. Con buona pace di una legge come la Bossi-Fini che sta mostrando tutti i suoi gravi limiti”.