Italia al 2° posto nel mondo per recupero batterie

Con un tasso del 96% nel recupero e
smaltimento delle batterie l’Italia si colloca ai vertici della classifica mondiale, preceduta solo dalla Svezia. A livello regionale l’Emilia Romagna è quarta.

E’ quanto emerge dal quarto ‘Rapporto Ambientale del Cobat’, presentato oggi a Milano dal presidente Giancarlo Morandi. Nel 2001 il Cobat, Consorzio obbligatorio batterie esauste, ha raccolto e avviato al riciclaggio 182.700 tonnellate di batterie, con un incremento del 3,4% rispetto all’anno precedente, e i sei impianti di riciclaggio hanno lavorato
complessivamente circa 234 mila tonnellate tra batterie e altri rifiuti piombosi, producendo 123 mila tonnellate di piombo e leghe. In tal modo, non solo si è evitata la dispersione nell’ambiente di enormi quantità di sostanze nocive (acido
solforico, piombo, plastica) ma si è recuperato un quantitativo di piombo pari ad un terzo del fabbisogno annuo nazionale di tale metallo. In dieci anni di attività il Cobat – di cui fanno parte
le imprese del riciclo, i produttori e importatori di batterie, le associazioni di demolitori auto e le confederazioni di installatori e artigiani autoriparatori – ha raccolto complessivamente un milione 700 mila tonnellate di batterie
esauste, passando dalle 133 mila del 1992 alle circa 183 mila dello scorso anno, migliorando la capacità di recupero del 38%. Nella graduatoria delle regioni al primo posto c’è la Lombardia (31.286 tonnellate recuperate nel 2001, +3,4% sul
2002), seguita dalla Campania (20.306, +3,4%), dal Veneto (18.348, +1,8%) e dall’Emilia Romagna (17.646, +2%) mentre
l’incremento maggiore in assoluto nella raccolta, +12%, si è avuto nel territorio costituito da Piemonte e Valle d’Aosta. Significativo poi l’incremento della raccolta pro capite: la
media in Italia lo scorso anno è stata di 3,28 chilogrammi a fronte dei 3 del 2000. Per cercare di recuperare anche quel 4% di batterie che ancora oggi mancano all’appello, il Consorzio negli ultimi tempi ha avviato una serie di iniziative: dalla creazione di isole ecologiche nei porti (sono 33 in 16 porti) ad accordi commerciali con la grande distribuzione (per ora Coop e Carrefour) per l’installazione di raccoglitori nei supermercati
per la raccolta delle batterie, all’accordo con Vodafone-Omnitel per la raccolta di batterie per telefonini esauste.