Modena: processo Sme, nove condanne e una assoluzione

Si è concluso con nove condanne e un’assoluzione il processo a carico della Società modenese di equitazione. Nel circolo privato, il 23 settembre 1998, in seguito al crollo di un muro, morì schiacciata la giovane Stefania Veronesi, praticante legale di 27 anni. Il muro crollato era un tramezzo costruito all’interno del circolo.


La pena più pesante è stata comminata a Paolo Verzelloni, uno dei gestori del circolo privato, che è stato condannato a un anno e otto mesi. Un anno e due mesi invece per Dino Motta, presidente dello Sme e per gli altri gestori del circolo Luca Gabrielli e per Guido Spinelli. Condanna a un anno e quattro mesi per i fratelli Luca, Giuseppe e Gerardo Giarnera, i muratori che avevano costruito il muro poi crollato e assoluzione con formula piena per Guerino Farinelli, il quarto muratore che aveva lavorato nel locale. Condanna infine a otto mesi per il promoter della serata Andrea Camurri.
A tutti gli imputati sono stati concessi i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione. Alla famiglia di Stefania Veronesi i condannati dovranno pagare una provvisionale di 150.000 euro, mentre 8.000 euro dovranno essere versati all’amica della giovane vittima, Catia Minelli, 30 anni, di Pavullo, rimasta ferita in modo non grave nel crollo.