Occupazione: in Emilia R. cassa integrazione +89,5%

La cassa integrazione ha rispecchiato il rallentamento della congiuntura. In Italia le
ore autorizzate per interventi di matrice anticongiunturale nei primi otto mesi del 2002 sono cresciute del 71,4% rispetto all’ analogo periodo del 2001. In ambito regionale gli incrementi più vistosi hanno interessato Calabria (+240,4%), Umbria (+208,9), Friuli-Venezia Giulia (+189,8), Molise (+134), Abruzzo (+127,5), Lombardia (+109,3) e Toscana (+108,8).


In Emilia-Romagna le ore autorizzate sono risultate pari a 1.845.834, vale a dire l’89,5% in più rispetto ai primi otto mesi del 2001, sintesi degli incrementi del 196,1% e 85,7% per cento riscontrati rispettivamente per impiegati e operai. L’ Ufficio studi di Unioncamere regionale ha rilevato che gli aumenti più forti si sono registrati nelle industrie del legno (+152,1%), meccaniche (+116%), della trasformazione dei minerali
non metalliferi (+375,9%) e della carta-stampa-editoria (+309,7%). Se si rapportano le ore autorizzate di Cig ordinaria dei primi otto mesi del 2002 alla consistenza degli occupati alle dipendenze dell’ industria, si può ricavare un indice che si può definire di ‘malessere congiunturale’. Sotto questo aspetto l’Emilia-Romagna ha fatto registrare il secondo migliore indice nazionale (3,67 ore pro capite), dietro la Sardegna con 3,53.
Gli indici più elevati sono stati riscontrati in Piemonte (24,15), Abruzzo (20,49) e Lazio (14,37). La media nazionale si è attestata a 9,94 ore per dipendente dell’ industria. Per quanto riguarda la Cig straordinaria, in Italia nei primi otto mesi del 2002 le ore autorizzate sono aumentate del 3,6%.
In Emilia-Romagna è stata invece registrata una situazione di segno opposto. Le ore autorizzate sono risultate 900.821, vale a dire il 15,7% in meno rispetto all’ analogo periodo del 2001. La
diminuzione è stata determinata dalla flessione degli impiegati (-53,9%), a fronte della crescita dell’ 8,3% riscontrata per gli operai.