Carenza infermieri: un aiuto per gli stranieri

Non basta arruolare infermiere all’estero per risolvere il problema della carenza di queste figure professionali. Bisogna anche creare le condizioni perché il rapporto di lavoro possa consolidarsi e continuare nel tempo.

E in questo ha un ruolo decisivo l’integrazione sociale di persone che arrivano da paesi dell’Est o dal Sud America che hanno bisogno di un aiuto per accedere alla rete dei servizi, sbrigare pratiche amministrative e risolvere problemi legati alla casa o alla famiglia.

E’ da queste considerazioni, e dall’esperienza sviluppata in questi anni, che nasce Ester, il nuovo servizio di segretariato sociale attivato da Provincia di Modena e Azienda Usl per garantire informazioni e consulenza alle persone straniere, in particolare le donne, impegnate nelle strutture sanitarie modenesi.

Tra dicembre e febbraio hanno preso servizio nella nostra provincia 23 infermiere di nazionalità polacca (in realtà 22 donne e un uomo). Nelle prossime settimane saranno inserite altre 28 polacche e due peruviane.

Il servizio Ester, affidato dall’assessorato provinciale al Lavoro e alle politiche sociali alla cooperativa Mediazione Linguistica Culturale Integra, si affianca all’Help center dell’Azienda Usl che si occupa già da tempo del reperimento di infermieri all’estero e della gestione delle pratiche per il riconoscimento dei loro titoli di studio. Su richiesta della Regione, inoltre, l’attività dell’Help center, che ha ridefinito l’assetto organizzativo, oggi si svolge a livello regionale.

Le due iniziative sono realizzate nell’ambito del Patto per fronteggiare la carenza di figure professionali infermieristiche e socio-sanitarie sottoscritto nel luglio del 2001 da enti locali, aziende sanitarie, sindacati, Collegio degli infermieri, Università, associazioni imprenditoriali, Ispettorato del lavoro.

Il Patto prevede, tra le altre iniziative, anche borse di studio per studenti universitari residenti a Modena e attività di formazione per gli operatori socio sanitari.