8 marzo: Le donne emiliano-romagnole faticano di più

Se dieci ore e mezza vi sembran poche…
Le donne emiliano romagnole sono quelle che fra casa,famiglia e lavoro faticano di più in tutto il mondo, dieci ore e mezza al giorno, sette-otto fuori delle pareti domestiche e più di tre a occuparsi di figli, pasti, pulizie, genitori anziani e marito.

E in casa il lavoro di cura è tutto sulle loro spalle, si tratti di bambini, genitori, malati o handicappati. E’ un primato, quello delle lavoratrici più indefesse del mondo, che spetta alle italiane in genere, come è
emerso già dalla conferenza di Pechino, ma fra le italiane le più gravate dal peso del doppio ruolo sono le donne dell’ Emilia-Romagna, la regione con il tasso più alto di occupazione femminile che in questa terra ricca di piccole e medie imprese
arriva a sfiorare quasi il 60% (58,9%).

E’ il risultato di un sondaggio Swg commissionato dall’ Assessorato scuola,formazione, lavoro e pari opportunità della Regione in occasione dell’ 8 marzo, festa della donna. Il sondaggio è stato condotto su un campione rappresentativo di oltre 600 donne fra i 25 e i 60 anni (il 64,5% con figli), da cui emerge che la maggior parte di loro – operaie, impiegate,insegnanti o professioniste che siano – non riesce a sfuggire alla tenaglia del doppio lavoro anche quando i figli sono
cresciuti perchè a quel punto, invece di cominciare a respirare un pò, si devono occupare dei genitori anziani o malati.

Una donna su tre lamenta un aiuto scarso o nullo da parte del marito
o del convivente nella cura dei figli, e sei su dieci non ricevono praticamente alcun contributo dai loro uomini nelle faccende domestiche.

Ma nella crescita dei figli, i maschi romagnoli si prendono una piccola rivincita su quelli emiliani: a Ravenna e Forlì i mariti danno un aiuto maggiore rispetto a ferraresi e parmigiani, mentre nei lavori di casa sono gli uomini di Modena a Ferrara a collaborare di più, i bolognesi e
i forlivesi sono invece i più lavativi.