Ciampi: parliamo di Modena, ma mio animo è turbato

Federalismo, immigrazione, sviluppo
economico sono stati i temi del discorso di Carlo Azeglio Ciampi agli amministratori di Modena. Ma il capo dello Stato ha concluso: ”Ho voluto parlare dei nostri problemi anche se il nostro animo è turbato da una preoccupazione grande”.


Le sue preoccupazioni riguardano ”gli scenari di guerra in regioni a noi vicine”. E le divergenze fra i vari Paesi, che rischiano di indebolire ONU, UE, NATO. ”Non dobbiamo permettere – ha ammonito, con riferimento alla vicenda irachena – che dalla
crisi che stiamo attraversando, comunque essa si evolva, escano indebolite le grandi istituzioni internazionali (le Nazioni Unite, l’Unione Europea, l’ Alleanza Transatlantica) a cui continuiamo ad affidare le nostre speranze per la pace nel XXI
secolo. Queste istituzioni vanno rispettate e rafforzate”.

A Modena, nell’ Università in cui insegnava Marco Biagi, il giuslavorista ucciso un anno fa dalle Br, Ciampi è andato a inaugurare la Fondazione intitolata al professore. Ha scoperto con commozione una targa alla sua memoria. E ha parlato anche del terrorismo che ritorna, che otto giorni fa ha ucciso Emanuele Petri sul treno Roma-Arezzo. ”Questo terrorismo – ha assicurato – non ha futuro, sarà sconfitto. Confidiamo nell’eroismo e nella capacità delle nostre forze dell’ordine, oltre
che nell’ unione di tutte le forze politiche”.

Ciampi ha sottolineato lo sviluppo ”impetuoso” che in 50 anni ha fatto di Modena ”una delle piu’
grandi agglomerazioni produttive d’Europa”. E’ una vicenda, ha detto, esemplare dei ”miracoli della provincia italiana” e anche dei problemi nuovi di queste realta’ e dell’Italia tutta.

Innanzi tutto, ha osservato occorre ”evitare che la logica del successo impoverisca i valori della solidarieta’ e il senso della comunita’, essenziali per la tenuta del tessuto sociale”.
Forte la sottolineatura dell’importanza del patrimonio di ideali comuni e di valori condivisi: si deve a questo se oggi, a Modena e in tutta Italia, sulla logica dello scontro prevale spesso il
dialogo costruttivo e il confronto civile, ”una riconciliazione in alcuni momenti impensabile” e fondamentale per sommare positivamente le azioni per lo sviluppo economico e sociale. Fra
questi valori condivisi, Ciampi ha ricordato ”la passione del fare”; la convinzione che benessere e concordia si alimentano reciprocamente e che questa è ”una regola aurea di vita”;
l’orgoglio per la propria identita’ ma senza chiusure a riccio di fronte alle ondate di immigrazione. Perche’ nel futuro prossimo Modena ”sara’ certamente una citta’ multietnica e multireligiosa. E lo stesso puo’ dirsi, realisticamente, di
tutta l’ Italia”. Una prospettiva ”sconvolgente” che pone problemi da affrontare fin d’ora in modo costruttivo, puntando all’integrazione e alla convivenza.

Una misura concreta suggerita da
Ciampi e’ ”l’apertura delle scuole di ogni tipo ai nuovi arrivati”. Non bisogna avere paura. Francia, Germania, Inghilterra, ha ricordato, ”hanno sostenuto l’impatto di ondate migratorie molto piu’ massicce senza perdere la rispettiva
identita’ nazionale” e oggi ”non sono in pericolo l’
italianita’ o la modenesita’, ma sono a una prova non facile le nostre virtu’ civiche”.
Infine Ciampi ha indicato la crescita delle autonomie locali e il federalismo solidale fra i fattori di progresso della societa’ italiana. Mentre il Parlamento dibatte questo tema, Ciampi ha voluto ricordare due esigenze: primo, ”occorre
chiarezza nella definizione dei compiti che toccano ad ognuno, dal centro alla periferia, in particolar modo in una materia di grande importanza per tutti: la sicurezza del cittadino”.
Secondo, ”occorre che all’ assegnazione di nuove funzioni agli organi di governo locale, corrisponda la disponibilita’ delle risorse necessarie per svolgerle. La riflessione su tutti questi temi richiede un dialogo intenso tra le istituzioni del governo
nazionale e il mondo delle autonomie”.
Un momento importante della giornata e’ stata la visita alla Maserati, dove Ciampi ha visto in anteprima il prototipo della ”Quattroporte”. E’ una bella macchina, ha commentato.