Fumo passivo e sovrappeso, i rischi dei piccoli in Emilia R.

I bambini dell’Emilia-Romagna sono spesso vittime del fumo passivo dei genitori. A dirlo è il Rapporto della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp),
presentato a Roma, che parla anche di troppi chili in più (colpa di porzioni sempre più abbondanti), del rischio meningiti e varicella (dato che non è ancora consolidata l’abitudine di vaccinare i nuovi nati) e del fatto che in regione fare il papà o la mamma è sempre più un mestiere difficoltoso
e non una cosa naturale.


Il Rapporto è stato presentato all’apertura dei lavori del Congresso Nazionale della Fimp. Il 52% dei bambini italiani tra i 12 e i 23 mesi, secondo lo Studio Icona 2003 dell’Istituto Superiore di Sanità, è costretto a subire il fumo passivo. In Emilia-Romagna il 50% dei bambini è esposto al fumo passivo. E il 21% è ‘vittima’ della sigaretta della mamma. Il 33% dei bambini tra uno e due anni dell’Emilia-Romagna ha almeno un genitore che fuma in casa.

Sul fronte dell’alimentazione, i bimbi emiliano-romagnoli mangiano tutto sommato bene secondo il Rapporto. Ma le porzioni sono sempre troppo abbondanti e con il tempo, associate ad errori alimentari, portano il bambino verso sovrappeso e
obesità. E a fare i conti con i chili di troppo in Emilia
Romagna sono 22,7 bambini ogni 100 (dati Istat e Iss), mentre tra gli adolescenti quelli obesi o in sovrappeso sono il 24,2%. Lo dello Studio dell’Istituto Superiore di Sanità ha scoperto
che il 64% dei bambini tra i 12 e i 23 mesi in regione mangia frutta fresca tutti i giorni, il 51% mangia verdura e ortaggi quotidianamente. Note dolenti per quanto riguarda invece legumi e pesce. Il 24% dei bambini dell’Emilia-Romagna non consuma abitualmente legumi mentre 32 bambini su cento non consumano con frequenza pesce. Il 14% consuma succhi di frutta tutti i giorni e l’86% non beve abitualmente bibite gassate. Il 14% mangia pasti pre-confezionati e ben il 68% mangia fuori pasto merendine, cioccolata e caramelle. Ma, va detto, i piccoli in regione soffrono meno rispetto al resto d’Italia di intolleranze e allergie alimentari. La prevalenza di allergie-intolleranze, in Italia, tra 1 e i 2 anni, è del 7,4%. In Emilia-Romagna è del 5,3%%.

Anche in Emilia-Romagna, come nel resto d’Italia, c’é una netta differenza tra la copertura delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate e quelle che non lo sono come la vaccinazione contro la meningite da pneumococco, da meningococco
e contro la varicella, anche se nel 2003 (ultimi dati
disponibili del Ministero della Salute) in Emilia-Romagna l’incidenza di tutte le vaccinazioni obbligatorie o raccomandate supera il dato nazionale.

“La vita per il bambino dell’Emilia Romagna in questo periodo è molto difficile – ha detto Maria Grazia Catellani, segretario della Federazione Italiana Medici Pediatri dell’Emilia-Romagna -. Risente dello stress della famiglia, è sempre
meno bambino. Per colpa dei genitori (che lo sottopongono a pressioni e riflettono su lui le loro ansie), ma anche colpa di scuola e sport (che lo sottopongono a competizioni continue). Ed ecco perché quest’anno i pediatri hanno dato voti più bassi rispetto allo scorso anno sia ai bambini (da 9 a 7) sia ai genitori (da 8 a 7)”. Tutti, genitori e figli, infatti secondo i medici stanno meno bene. Fare la mamma e il papà in Emilia-Romagna è diventato un mestiere ed è sempre meno una cosa naturale.