Nonostante la crisi gli italiani non rinunciano alle vacanze

Pur di fronte alla crisi, gli italiani non rinunciano alle vacanze. In estrema sintesi, è quanto emerge da una ricerca della Swg, presentata oggi a Saint Vincent, nel corso delle ‘Assise annuali del turismo’, promosse dalla Regione autonoma Valle d’Aosta.

”La percezione di una minore disponibilità economica – ha detto la relatrice, Fabiana Vidoz, illustrando la ricerca – spinge le famiglie a spendere meno per lo svago e il tempo libero: ma alla vacanza, possibilmente, non si rinuncia ma si cercano soluzioni originali e alternative alle proposte più tradizionali”.

E da quanto emerso dall’analisi, nel 2004 gli italiani spenderanno 1.850 euro a testa (stima di spesa media su base annuale), rispetto ai 2.080 euro del 2003. Il sondaggio telefonico su un campione stratificato per quote di zona e genere di 1.700 persone residenti in Italia con più di 16 anni, svolto da Swg, evidenzia che il 14% degli italiani sono ‘molto condizionati’ dal fattore costo nella scelta e nella realizzazione della vacanza; il 28% si è detto ‘abbastanza condizionato’. Inoltre, sono diminuiti i giorni di permanenza fuori casa: dai 20 del 2003 ai 18 del 2004. Per quanto riguarda, poi, le mete, il 72% sceglie una località italiana; 2 su 10 trascorrono le vacanze nella propria regione di residenza; il 54% esprime una netta preferenza per il mare ed il 19% per la montagna; l’8% per le città d’arte.

”La diminuzione del numero dei turisti, il frazionamento e la minor programmabilità, la riduzione dei giorni e della spesa media dedicati annualmente alle vacanze, l’orientamento ad una maggiore autonomia nel processo di decisione e organizzazione – ha sottolineato Fabiana Vidoz – sono sintomi che evidenziano la fase di crisi in cui versa il turismo italiano”.

Sulla scelta delle vacanze, incide prevalentemente la sicurezza della destinazione, seguita dalla natura, dal costo, dal grado di relax che può offrire e con un voto di 7,6 l’enogastronomia. La ricerca ha rilevato ‘in modo evidente’ la tendenza verso forme di ‘turismo autentico’, in cui non contano solo la capacità ospitante e quella attrattiva, ma anche elementi quali il localismo e il circuito delle risorse del territorio. Nella sostanza, ‘vacanze e benessere’ è un binomio condiviso dagli italiani.

”Un segmento minoritario ma in crescita (11%) – ha sottolineato Fabiana Vidoz – lo associa a centri di cura e località termali, un’ampia maggioranza a giorni di relax, riposo e contatto con la natura”.

Un ultimo dato riguarda coloro che organizzano autonomamente la vacanza. Degli intervistati il 63% ha detto che fa da sè e che Internet ‘è lo strumento che agevola l’informazione e l’organizzazione’. Tra quanti si rivolgono ad una agenzia (29%), il 63% acquista un pacchetto tutto compreso.

(Fonte: Ansa)