Regione: bilancio 2005, 10.883 mln per Welfare e sviluppo

Un bilancio che tutela e qualifica il welfare come fattore di coesione sociale, rafforza il sostegno alle famiglie e investe sull’innovazione, lo sviluppo, l’ambiente e il lavoro. La Giunta regionale ha varato il bilancio 2005 (entrate e spese per 10.883,25 milioni di euro) che approderà in Consiglio a dicembre e che – come nei quattro anni precedenti – è accompagnato dal parere della Conferenza delle Regioni sulla finanziaria del Governo.

“Nonostante una situazione di grande incertezza finanziaria e legislativa – ha detto stamani il presidente Vasco Errani illustrando ai giornalisti il previsionale, insieme al vicepresidente e assessore alle Finanze Flavio Delbono – abbiamo voluto rispettare il termine della fine dell’anno per evitare l’esercizio provvisorio. Altrimenti avremmo fatto pagare un prezzo alto all’intero sistema regionale. Proprio la qualità del nostro bilancio e il buongoverno della spesa ci consentiranno di dare risposte serie alla comunità regionale, di sostenere lo sviluppo economico, l’innovazione e il rafforzamento del welfare. Ma, come hanno sostenuto tutte le Regioni, anch’io penso che alcune scelte della finanziaria debbano essere cambiate”.

Con il previsionale, la Giunta ha anche varato il poliennale 2005-2007 e il Documento di politica economico finanziaria che, insieme al rendiconto degli obiettivi raggiunti nel corso della legislatura, fissa le linee strategiche e programmatiche per il triennio: rafforzamento del welfare, qualificazione del lavoro e dello sviluppo, valorizzazione dell’ambiente e politiche per il territorio. Sul fronte degli “investimenti” sociali, confermati i 19 milioni per il diritto allo studio, i 2 milioni per il Fondo sociale per l’affitto e potenziato, con 196 milioni, l’intervento a favore del trasporto pubblico locale. Mentre, con un ulteriore stanziamento di almeno 20 milioni di euro (che si aggiungono ai 20 del 2004) nel 2005 si rafforzerà il Fondo per le persone non autosufficienti che consentirà di contenere le rette a carico delle famiglie e di incrementare il numero degli assegni di cura e delle persone assistite a domicilio.