Sassuolo: convegno su condono edilizio

Il Comune ha organizzato per domani, giovedì 18 novembre, un convegno sul tema “Applicazione della normativa in materia di condono edilizio”. L’incontro si svolgerà presso l’Auditorium di Assopiastrelle dalle 9 alle 12,30.

Introdurranno il convegno il sindaco Graziano Pattuzzi e l’assessore all’urbanistica, alla gestione e pianificazione del territorio Giancarlo Diamanti. Le relazioni saranno a cura di Sergio Tremosini, per lo Sportello Unico delle imprese e dei cittadini di Sassuolo, e dell’avvocato Fabio Dani, esperto giuridico in materia di urbanistica e edilizia.

Pur trattandosi di un convegno dedicato principalmente agli aspetti tecnici della normativa, va sottolineato l’impegno della Regione Emilia Romagna a ridurre l’impatto negativo del condono molto esteso proposto dal governo, consentendo invece la sanatoria per gli abusi minori ma, in linea con quanto previsto dalla sentenza della Corte costituzionale che, se da un lato aveva dichiarato legittimo il nuovo condono edilizio deciso dal Governo, dall’altro aveva riconosciuto alle Regioni il diritto a disciplinarne le modalità di applicazione sul proprio territorio, secondo le competenze loro attribuite dal nuovo titolo V della Costituzione, evitando la legittimazione dei grandi abusi e tutelando di fatto il territorio.
Nella legge “Vigilanza e controllo dell’attività edilizia ed applicazione della normativa statale di cui all’art.32 del Decreto legge 30 settembre 2003, n.269”, convertita con modifiche dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e illustrata in questo convegno, l’intenzione è chiara.
Rispetto alla proposta nazionale calano le tipologie di intervento condonabili, si riducono i limiti volumetrici, scompare il silenzio assenso, aumentano le sanzioni pecuniarie.

Al contrario di quanto prevede la legge statale, dunque, in Emilia-Romagna non potranno essere sanate le nuove costruzioni né le nuove unità immobiliari ricavate in edifici esistenti. Così come, non saranno condonabili tutti gli interventi privi dei requisiti minimi igienico-sanitari. E per quanto riguarda gli ampliamenti e le sopraelevazioni, il volume massimo condonabile viene notevolmente ridotto. Dai 750 metri cubi a domanda previsti dal testo statale (elevabile fino a un massimo complessivo per edificio di 3 mila metri cubi) in Emilia-Romagna si passa a un limite massimo non superiore al 10% del volume della singola unità abitativa nei condomini e a limiti complessivi per edificio che vanno dai 100 ai 300 metri cubi a seconda della tipologia e della destinazione d’uso degli edifici.

Il condono potrà essere applicato alle violazioni edilizie realizzate in Emilia-Romagna entro il 31 marzo 2003. Le domande potranno essere presentate agli Sportelli unici per l’edilizia dei singoli Comuni entro il 10 dicembre 2004 (ma vista l’esiguità del tempo a disposizioni, viene prevista anche la possibilità di completare l’asseverazione del professionista nei successivi sei mesi), mentre il rilascio da parte del Comune dei titoli in sanatoria dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2006.
L’idea guida della legge è che possono essere condonati solo gli interventi edilizi che non comportano significativi pregiudizi per il territorio. Dunque solo gli abusi minori e comunque verificato il rispetto di determinate condizioni minime di sanabilità. Sono invece tassativamente esclusi da qualsiasi possibilità di sanatoria i seguenti tipi di intervento: nuovi edifici e nuovi manufatti edilizi; abusi in edifici già condonati per abuso grave; ampliamenti e sopraelevazioni in edifici di pregio storico, in aree demaniali o in aree protette; realizzazione di nuove unità immobiliari in edifici già esistenti, salvo i casi di recupero dei sottotetti negli edifici mono e bi-familiari.

“Questa legge regionale – commenta il sindaco Pattuzzi – è frutto di un’ampia concertazione fra enti e rappresentanti delle diverse categorie coinvolte e va a reale tutela del territorio, della sicurezza e della legalità. Una scelta coraggiosa e contraria a quella del Governo, oltre che sbagliata anche improduttiva sul piano finanziario. Invece di limitarci a giustificare e rendere legittimi autentici abusi, in Emilia Romagna abbiamo fatto di questa legge uno strumento di tutela, che ridefinisce il quadro generale in termini di irregolarità e sanzioni con l’obiettivo di rendere l’abusivismo edilizio un fenomeno del tutto residuale sul nostro territorio”.