Operazione antidroga a Modena

Un ragazzino di 15 anni, marocchino, ‘utilizzato’ dai genitori per spacciare la droga: di volta in volta, papà e mamma gli ordinavano di prelevare dai nascondigli ‘una piccola’, ‘una grande’, oppure ‘una con il nastro adesivo’ o ‘una grande non timbrata’. Si trattava ovviamente di ‘dosi’. E’ uno dei particolari emersi nell’operazione Fatima, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Modena con il Pm Mazzei, conclusa con l’emissione di 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Fin dalle prime ore della mattinata, gli agenti hanno iniziato a dare esecuzione alle ordinanze per concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, e hanno eseguito 12 arresti a Modena, Milano, Bologna, Alessandria e Pisa.
Le indagini, avviate nell’agosto dello scorso anno, hanno accertato che l’organizzazione era composta da tre gruppi, composti da nordafricani e italiani, tutti collegati tra loro, che gestivano l’attività di spaccio (dalla vendita al dettaglio fino al traffico di medio livello) di eroina e cocaina a Modena e a Milano.

Secondo la polizia, i tre gruppi hanno spacciato ingenti quantitativi di droga (circa 250 grammi per volta, per un totale di vari chilogrammi). La droga arrivava ‘all’ingroso’ dall’Olanda nella provincia di Milano e poi veniva indirizzata anche verso il mercato modenese. Ai vertici del ‘giro’ di droga, comunque, c’erano vari nordafricani. Uno dei tre gruppi ‘smistava’ lo spaccio da un ristorante etnico di Sassuolo, gestito da H.B.A.C., 28 enne tunisino, detto ‘Jimmi’ o ‘Hatouma’: il locale era evidentemente una copertura per l’attività di spaccio. Il giovane immetteva la droga nel mercato di Sassuolo e di Modena, e si appoggiava a un 38enne italiano residente nel in pieno centro a Modena, che si occupava del taglio e della distribuzione della sostanza. Uno degli altri due gruppi, quello dei fornitori all’ingrosso della droga, aveva invece base a Milano, mentre l’altro a Modena.
Fra i coordinatori del gruppo milanese è stato individuato un tunisino di 53 anni, M.B.S., detto ‘zio Hammadi’, che è stato catturato a Pisa, dove era domiciliato. Il trasporto della droga dall’Olanda veniva effettuato da due italiani, un uomo di 49 anni e una donna di 31, entrambi catturati a Milano.

L’indagine ha permesso di appurare che nell’attività di spaccio erano coinvolti anche marito e moglie marocchini, entrambi residenti a Modena: per coprire i loro traffici, i due avevano ‘assoldato’ anche il figlio, oggi 15enne, che veniva impiegato nelle consegne. Nel corso delle operazioni sono state sequestrate somme di denaro, destinate all’acquisto di sostanze stupefacenti e provento della vendita al dettaglio.