Tempi troppo lunghi per visite ospedaliere non a pagamento

Il problema dei tempi lunghi per le visite ospedaliere non a pagamento finisce in Regione Emilia-Romagna, il Consigliere Regionale di Forza Italia, Fabio Filippi, ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio Regionale, Antonio La Forgia, per arrivare a capo di un grana antica e mai risolta.

Le tabelle relative alla sanità regionale parlano di grosse carenze anche ‘nell’efficiente’ Reggio Emilia e provincia: all’Ospedale Magati di Scandiano (Re) occorrono 128 giorni di attesa per una visita specialistica urologica ambulatoriale; all’Ospedale Santa Maria di Reggio Emilia sono necessari mediamente 78 giorni per una visita endocrinologica, 53 giorni per una visita fisiatrica, 57 per una visita neurologica e 38 per una visita ortopedica; anche nella bassa reggiana il problema esiste, nell’Ospedale di Guastalla (Re) ci vogliono circa 64 giorni per ottenere una visita fisiatrica e 42 giorni per una visita ortopedica.

“Una situazione non cero rassicurante – afferma Filippi – in quattro mesi di attesa, come nel caso di Scandiano, la salute del paziente viene esposta a gravi rischi, ma ancora più inquietante è il fatto che al cittadino sia sufficiente optare per visite a pagamento e magicamente i tempi di attesa si azzerano.
Responsabili di queste discriminazioni è la Regione Emilia-Romagna che non fa rispettare i tempi prestabiliti, fissati per un massimo 30 giorni di attesa; non esistono pazienti di serie A e pazienti di serie B e non devono verificarsi più situazioni di questo tipo.
Se i disagi sono dovuti a carenze di personale la Regione Emilia-Romagna ha il compito di risolverli, mentre se i problemi sono causati da inadempienze dei dottori e degli organici ospedalieri che investono la maggior parte del proprio tempo in visite a pagamento (peraltro molto costose, si parla di un minimo di 60 euro fino a superare i 200 euro), allora vanno presi provvedimenti seri.
La Regione Emilia-Romagna, responsabile della sanità regionale, critica sempre il Governo del paese per la poca autonomia che concede, ma quando viene responsabilizzata su problematiche delicate come quelle connesse alla sanità non riesce a decidere.
Se il problema non sarà risolto chiederò le dimissioni dell’Assessore alla Sanità e chiederò ai cittadini di scendere in piazza, con la salute non si scherza.”