Violenza su donne in Emilia Romagna: indagine

Quest’anno sono state 1.737 le donne accolte per la prima volta da case e centri antiviolenza, presenti in 10 città dell’Emilia Romagna. Nel 2000 erano state 1.380. Donne che in maggioranza hanno dai 29 ai 49 anni e una scolarizzazione medio-alta, diploma o laurea. Nell’80% dei casi gli aguzzini sono mariti, fidanzati, compagni o ex. Più raramente padri o figli. Le violenze sono, nell’81% dei casi, psicologiche, poi fisiche, economiche e infine sessuali. Ma gli stupri perpetrati da sconosciuti sono solo l’1% dei casi.

Sono alcuni dei dati emersi durante la conferenza stampa, nella sede della regione Emilia-Romagna, per presentare le iniziative in programma domani per la ‘Giornata internazionale contro la violenza alle donne‘.

La maggior parte delle vittime scappa da violenze familiari, ma alcune anche da uomini che le hanno ridotte in schiavitù sui marciapiedi. In genere la prima forma di prevaricazione è la violenza psicologica: la minaccia, ma anche l’intimidazione e l’umiliazione. Una forma così sottile di aggressione che spesso le donne non si accorgono di subirla, e sono gli operatori che, parlando con loro, rendono coscienti le vittime che prima delle ‘botte’ fisiche sono arrivate quelle psicologiche.

Hanno chiesto aiuto 477 donne a Bologna, 44 a Faenza, 307 Ferrara, 90 a Forlì, 35 a Imola, 177 a Modena, 94 a Parma, 95 a Piacenza, 261 a Ravenna, 157 a Reggio Emilia. Ma, hanno sottolineato le responsabili dei diversi centri, il campione delle donne che chiedono aiuto non è rappresentativo. Innanzitutto perché è ‘auto-selezionato’. Sono cioé donne che hanno deciso spontaneamente di non essere più vittime, ma il loro numero non dà conto del ‘sommerso’, di quella parte di universo femminile che ha paura a chiedere aiuto, o che, per la sua situazione economico-culturale, non sa che esiste una rete di accoglienza.
“Questo è un fenomeno culturale radicato perché fa leva sul senso ancestrale di potere e possesso dell’uomo sulla donna” ha spiegato Antonella Oriani, di Sos Donne Faenza, a nome del coordinamento regionale dei centri.

Per ricordare la ‘Giornata internazionale contro la violenza alle donne‘, la rete emiliano-romagnola ha organizzato una serie di appuntamenti in tutta la regione.