Alla chiesa di S.Paolo una mostra sull’autoritratto

L’artista e il suo volto, i suoi luoghi, i ricordi, la sfera interiore. Sono alcuni aspetti che tocca la mostra ‘L’artista e il suo io. Tematiche dell’autoritratto nei percorsi del Novecento‘, realizzata dall’assessorato alla Cultura della Provincia di Modena nella chiesa di San Paolo, in via Selmi a Modena, e aperta al pubblico dal 18 dicembre al 31 gennaio 2005.

Curata da Lorella Giudici e Graziella Martinelli Braglia con la collaborazione di Lauretta Longagnani, la mostra propone una cinquantina di opere sul tema dell’autorappresentazione, cioè l’immagine che l’artista vuole restituire del proprio io, lungo un itinerario cronologico che dai primi decenni del Novecento arriva fino agli anni Ottanta. Le opere sono suddivise in 5 sezioni: la prima è una finestra sull’Europa, con grafiche di Chagall, Roualt, Heckel, Kokoschka e un’acquatinta di Pablo Picasso (“Sable mouvant” del 1964). Tutta italiana la seconda sezione dal titolo “L’artista e il suo mondo, la testimonianza di un mestiere” con opere di “Novecentisti” come Achille Funi (il suo “Autoritratto con brocca blu”, del 1920, è l’immagine-simbolo della mostra), Anselmo Bucci, Gian Filippo Usellini, Antonio Donghi, Giuseppe Flangini, oltre ad autoritratti di “chiaristi” come Del Bon, De Rocchi e Lilloni. La terza sezione, “La via dell’essere: il volto come soggetto”, s’incentra sulla qualità umana dell’artista, ed è una carrellata attraverso i primi decenni del Novecento, da Marussig alla ferrarese Adriana Bisi Fabbri, da Depero ai modenesi Enrico Prampolini e Carlo Mattioli. Nomi eccellenti anche nella quarta sezione “L’autoritratto come riflesso dell’immaginario” dove spicca, tra gli altri, un inedito dipinto di Giacomo Balla (“Balla futurista”, anteriore al 1930), accanto a opere di Felice Casorati, Antonio Ligabue, Renzo Vespignani. Apre una porta sulla contemporaneità la quinta sezione, “Simbologia e concettualizzazione – modi diversi di raccontarsi” con opere, tra gli altri, dei modenesi Wainer Vaccari e Franco Vaccari.

“Questa mostra – spiega l’assessore alla Cultura della Provincia di Modena Beniamino Grandi – è un ulteriore passo verso lo studio e l’approfondimento del tema della figura umana, dopo “L’idea dell’uomo” dello scorso anno”. La mostra è nella chiesa di San Paolo, restaurata dalla Provincia e adibita a contenitore per eventi culturali.

Dopo l’inaugurazione di sabato 18 dicembre alle ore 17 alla presenza del presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini, l’esposizione sarà aperta al pubblico dalle 16 alle 19 nei giorni feriali, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 nei festivi (chiusura il lunedì).