Teatro: Ater aderisce a protesta contro tagli Finanziaria

Lo spettacolo d’arte, come la ricerca, l’innovazione e le attività culturali, “é sempre più relegato ai margini della vita economica e sociale del Paese” e l’Italia è diventata così la “Penisola degli erano
famosi”: l’Ater aderisce alla protesta del mondo dello spettacolo contro i tagli della Finanziaria ed estende l’appello dell’Agis agli Enti locali e alle istituzioni dell’Emilia-Romagna.


“E’ ora di dire basta all’assenza di una strategia per la cultura, all’imbarbarimento delle tendenze imposte da certa televisione, al disinteresse di tanta parte della politica verso un settore che può ancora favorire un nuovo sviluppo economico,
garantire occupazione, promuovere l’immagine italiana nel mondo”, sottolinea l’appello che denuncia “il taglio del 20% delle già insufficienti risorse statali del Fondo Unico dello Spettacolo (che restituiamo per il 70% allo Stato) che si aggiungeranno ai minori stanziamenti delle Regioni e degli Enti locali e che comporterà, quale prima conseguenza, la riduzione stimata di più di 10.000 unità-lavoro”.

Anche per l’associazione teatrale dell’ Emilia-Romagna è giunto perciò il momento “di far sentire, alta, la nostra voce per manifestare con forza il netto dissenso verso
l’atteggiamento delle Istituzioni e dei mass media, condannare l’inaccettabile condizione di vuoto legislativo o di norme obsolete e deplorare l’assenza di regole certe, trasparenti e
moderne”.

“Non intendiamo ridurci ad un popolo di ebeti – conclude l’appello – La nostra resistenza è nella forza delle nostre idee e della nostra storia che porteremo avanti con qualsiasi forma di azione e di lotta. La cultura è un bene universale, segno di un progresso civile che nessuno mai potrà immaginare
di ostacolare. Istituzioni, se ci siete battete un colpo: la Cultura costa ma l’incultura costa ancora di più e produce danni”.