Aumenta la produzione agricola ma crollano i prezzi

La produzione agricola italiana è aumentata mediamente del 6,5% in quantità ma si è anche verificata una riduzione media del 5% nei prezzi pagati all’origine agli imprenditori agricoli che, per alcuni prodotti come gli ortaggi, hanno raggiunto valori inferiori a quelli di dieci anni fa. E’ quanto emerge dal bilancio nei campi tracciato dalla Coldiretti per il 2004, anno in cui dall’analisi di Confindustria emerge una situazione di stagnazione per la produzione industriale nazionale.

Secondo la Coldiretti nel corso dell’anno si è verificato un aumento della forza lavoro impegnata in agricoltura del 2,5% e dei costi di produzione del +3%. con punte per quelli energetici con una crescita record del 16% per il gasolio agricolo nel mese di ottobre. Nonostante questo l’Eurostat – precisa la Coldiretti – stima un incremento in termini reali dell’1,3% nel reddito agricolo per occupato in Italia, superiore a quello medio registrato per l’Unione Europea a 15 (+0,8%). Nell’ultimo anno di applicazione della vecchia politica agricola comune se dal punto di vista produttivo si registrano aumenti per la quasi totalità delle produzioni come frumento (+30%), mais (+23%), orzo (+11%), ortaggi e patate (+5%), vino (+14%) e olio di oliva (+5%), dal punto di vista economico – sottolinea la Coldiretti – i prezzi pagati agli agricoltori si sono ridotti per quasi tutti i prodotti sia coltivati, dall’uva ai fiori agli ortaggi, che derivati dall’attività di allevamento.

Il numero di imprese agricole registrato alle Camere di Commercio è diminuito nel corso dell’anno del 2% ed oggi – riferisce la Coldiretti – il settore può contare su circa 975mila imprese anche grazie alla positiva iscrizione nel corso dell’anno di 35.000 nuove imprese. Sul piano del commercio estero – continua la Coldiretti – la rivalutazione dell’euro sul dollaro nel 2004 ha frenato le esportazioni nazionali e favorito le importazioni tanto che si stima un aumento del 25% nel disavanzo agroalimentare con l’estero, anche se non mancano segnali positivi. Nel 2004 per la prima volta negli Stati Uniti si è consumato più vino australiano di quello nazionale e l’ltalia ha perduto la storica leadership nel numero di bottiglie vendute oltreoceano, ma secondo una ricerca della Coldiretti nel mercato statunitense sono aumentate in quantità del 3,2% le esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, del 10% quelle di gorgonzola e del 7,6% quelle di pecorino, nei primi otto mesi dell’anno.

Il 2004 – sottolinea la Coldiretti – è stato anche l’anno in cui un intero processo di cambiamenti e di riforme, su scala nazionale e continentale, è venuto a maturazione e a completamento: dall’allargamento dell’Unione alla definizione delle norme applicative della riforma della Politica Agricola Comune, dalla legge di orientamento alla ricca legislazione relativa alla trasparenza dell’origine e alla tracciabilità dei processi produttivi a partire dalle importanti norme nei confronti degli Organismi Geneticamente Modificati (Ogm).

Il 2005 – conclude la Coldiretti – si aprirà con la grande novità della riforma della politica agricola comune che, se correttamente interpretata, è destinata ad innestare una serie di ulteriori affinamenti nei modelli di produzione e consumo del prodotto agricolo in tutti i Paesi europei e l’agricoltura italiana è sicuramente tra quelle che potrà efficacemente utilizzare queste opportunità, ma se non verranno colte il risultato inevitabile sarà una drammatica perdita di competitività.