‘Le cirque invisible’ da martedì allo Storchi di Modena

Salutare l’arrivo del nuovo anno con occhi pieni di stupore e di poesia: è questa l’occasione offerta dal circo sognato e invisibile, proposto da una straordinaria coppia di artisti: Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrée. ‘Le cirque invisibile‘ va in scena al Teatro Storchi, a partire da martedì 28 dicembre 2004 fino a sabato 1° gennaio 2005, alle ore 21, mentre domenica 2 gennaio la rappresentazione sarà come di consueto pomeridiana, alle 15,30.


Il programma comprende anche la serata di fine anno: il 31 dicembre pubblico e artisti brinderanno al nuovo anno, con un po’ di anticipo sulla mezzanotte, per permettere agli spettatori di trascorrere il resto della serata secondo i propri programmi.

Lo spettacolo della Chaplin – stessi occhi del padre, il grande Charlot – e di Thierrée rappresenta uno dei miracoli del teatro internazionale. In tournée da oltre trent’anni, continua a lasciare incantati grandi e piccini, pubblico e critica di tutto il mondo. E’ un circo ogni volta reinventato, dove tutto si svolge in un fluire, in apparenza, privo di ogni fatica, naturale e spontaneo, un circo fiabesco, venato di surreale, creato da due artisti che, nell’epoca virtuale e degli effetti speciali, riescono a incantare con la loro arte fatta di piccoli dettagli e precisione, in grado di creare sorprendenti corto-circuiti nell’immaginario degli spettatori.

Victoria Chaplin si esibisce soprattutto come trasformista: usa gli ombrelli, i vestiti o le biciclette per trasformarsi a vista in creature che sembrano scaturire da un universo sognato. Diventa anche funambola e trapezista, mentre danza in equilibrio su una corda o si lancia in volteggi mozzafiato con le funi, e mostra la sua bravura di fantasista quando si trasforma in una magnifica donna-orchestra, eseguendo uno strepitoso concerto per bicchieri, tegami e cucchiai.

Jean-Baptiste Thierrée, che in passato ha lavorato con artisti del calibro di Barrault e Peter Brook, è clown e prestigiatore: un prestigiatore sui generis, che ride di se stesso e dei suoi numeri, che fa scaturire da una serie di valigie oggetti con cui stupire e divertire il pubblico. Senza un attimo di respiro, si trasforma via via in incantatore di zebre, domatore di colombe, avvolto da giacche e costumi colorati, acrobata fra le bolle di sapone. Quando all’improvviso le colpisce con un martello e le bolle suonano a festa come campane, il circo invisibile dimostra come l’incantesimo teatrale può trasformare la realtà delle cose, riuscendo a risvegliare il bambino che dorme perfino nel più attempato degli spettatori.

Info:Emilia Romagna Teatro Fondazione – Francesco Rossetti 059.2136042