Bologna: sassolese arrestato per rapina

Per punire un diciottenne colpevole di aver tagliato loro la strada in auto, quattro ragazzi lo hanno picchiato e rapinato, ma per questo sono stati arrestati dalla polizia di Bologna che li ha intercettati un’ora dopo la rapina.

Tutto è iniziato la scorsa notte, attorno a mezzanotte e mezzo, in via Zanardi. Un bolognese di 18 anni, dopo aver lasciato un gruppo di amici con cui aveva passato la serata in un pub, stava per imboccare la tangenziale quando è stato coinvolto in un diverbio per futili motivi stradali con quattro ragazzi che viaggiavano su una Y10. Arrivati in via Marco Polo, la Y10 è riuscita a bloccare la vettura del ragazzo bolognese. Dalla macchina sono scesi tre dei quattro occupanti. Mentre uno picchiava con violenza il diciottenne, gli altri due hanno preso il marsupio che il bolognese teneva sul sedile del passeggero. Poi il gruppo degli aggressori è fuggito, con la borsa che conteneva due banconote da 20 euro, un telefono cellulare, una tessera bancomat e vari oggetti personali tra cui un mazzo di chiavi di casa.
Avvisato il 113 il giovane ha fornito una descrizione minuziosa dei rapinatori. Grazie a quella descrizione, all’1.15 una pattuglia del 113 ha intercettato la Y10 a Porta Lame, dove i quattro stavano intrattenendosi con una prostituta. La vettura è stata subito perquisita: nella tasca dello sportello al lato guida i poliziotti hanno trovato il telefono cellulare (già senza scheda Sim) e una tessera del bancomat, mentre sotto i sedili sono spuntati due attrezzi da scasso (un cacciavite e una cagnetta) e un mazzo di chiavi con un ciondolo, corrispondente alla descrizione di quello del diciottenne bolognese. I quattro, riconosciuti dalla loro vittima, sono stati arrestati per rapina aggravata in concorso.

Si tratta di Giuseppe Billitteri, nato a Sassuolo ma residente a Maranello, di 30 anni, che era alla guida dell’auto con precedenti per reati contro il patrimonio e estorsione; Eduard Enace Minil, rumeno di 21 anni, clandestino e senza precedenti; Emin Zorjani, 26 anni, dell’ex-Jugoslavia (con precedenti per reati contro la persona, uso di atto falso, ricettazione e furto) e il parente Bekim Zorjani, 21 anni, con precedenti per ricettazione, truffa, rapina, resistenza e uso di atto falso, anche lui clandestino. Il gruppo è stato anche denunciato per il possesso degli attrezzi da scasso. Stando agli arrestati, la lite sarebbe scoppiata perché il giovane italiano avrebbe, a loro dire, tagliato più volte la strada alla loro vettura. Il ragazzo aggredito, portato all’ ospedale Maggiore, ha riportato leggere lesioni al volto che guariranno in 8 giorni.