Modena: a primavera due grandi mostre

Modena ancora protagonista della stagione espositiva: per la primavera del 2005 si preannunciano, infatti, due grandi mostre che vedono impegnati rispettivamente il Museo Civico d’Arte e la Soprintendenza al Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico di Modena e Reggio Emilia, e la Galleria Civica. Entrambi gli eventi sono co-prodotti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, partner consueto delle più importanti iniziative culturali del territorio.


Si inizierà il 20 marzo 2005 con la mostra “Nicolò dell’Abate. Storie dipinte nella pittura del Cinquecento tra Modena e Fontainebleau”, allestita al Foro Boario e alla Galleria Estense, sino al 19 giugno 2005.

L’ambiente artistico emiliano dei primi decenni del Cinquecento appare ricco di fermenti interessanti, in quanto ideale momento di snodo tra la cultura ed il linguaggio artistico del Rinascimento e quelli della Maniera. In questo contesto Nicolò dell’Abate (Modena 1509 – Fontainebleau o Parigi 1571) rivestì un ruolo da protagonista, sia perché alcune tipologie da lui praticate, quali il fregio dipinto e il paesaggio, ebbero in seguito notevole fortuna, sia perché egli fu un tramite diretto per la diffusione del linguaggio artistico italiano all’estero, essendo stato attivo per molti anni presso una delle corti più splendide d’Europa, quella del re di Francia. La mostra modenese presenterà il complesso delle opere di Nicolò dell’Abate, ricostruendo la sua formazione e contestualizzandone l’attività e le influenze culturali e stilistiche nell’ambito della pittura emiliana dei primi decenni dei Cinquecento. Ampiamente documentata sarà anche la fortuna dei temi paesaggistici, mitologici e narrativi trattati dal pittore di origine modenese, nonché la sua influenza sulla Scuola di Fontainebleau, dove fu chiamato dal Primaticcio e dove presumibilmente morì nel 1571. Circa 250 saranno le opere esposte, tra dipinti disegni incisioni sculture e oggetti, gran parte cioè della produzione superstite di Nicolò dell’Abate, ma anche capolavori di artisti quali Correggio, Dosso, Girolamo da Carpi, Parmigianino e Pordenone.


Ad aprile invece sarà di scena “POP ART ITALIA”, mostra allestita a Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini, dal 17 aprile al 10 luglio 2005.

L’esposizione si incentra sulla storia e sui protagonisti della Pop Art italiana e si propone come il seguito ideale di POP ART UK, una delle mostre di arte contemporanea di maggiore successo dello scorso anno.

Attraverso le opere di una trentina di artisti, ricostruisce le vicende e il clima che nel corso degli anni Sessanta hanno dato vita a una “via italiana”, autonoma e originale, del linguaggio Pop. Gli artisti presenti rappresentano al meglio la Pop italiana e contribuiscono a definire modi e tempi della sua evoluzione. Fra i molti protagonisti: Mimmo Rotella, Enrico Baj, Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Cesare Tacchi, Sergio Lombardo, Fabio Mauri, Mario Ceroli, Valerio Adami, Emilio Tadini, Michelangelo Pistoletto, Domenico Gnoli. Lucio del Pezzo, Piero Gilardi.