Mucca pazza: Coldiretti, la ‘Fiorentina’ torna in tavola

Il crollo dei casi di mucca pazza accertati nell’anno appena trascorso è una conferma positiva che apre la strada al ritorno della fiorentina sulle tavole degli italiani nel 2005 dopo una assenza durata quasi quattro anni. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i risultati dei 779.599 test effettuati nel 2004 dal Ministero della Salute che hanno rilevato solo 7 casi di encefalopatia spongiforme bovina (BSE) in Italia rispetto ai 31 del 2003, ai 36 nel 2002 e ai 50 individuati nel 2001.

Si tratta di un trend positivo che – sottolinea la Coldiretti – conferma l’ottimismo per la fine del bando al gustoso taglio di carne iniziato dopo che il Consiglio dei Ministri agricoli della Unione Europea il 29 gennaio 2001 ha deciso di eliminare la colonna vertebrale dai bovini di età superiore a dodici mesi, condannando dal 31 marzo 2001 la tradizionale bistecca con l’osso ottenuta dalla macellazione di capi di età compresa tra i 18 e i 22 mesi.
I risultati – continua la Coldiretti – dimostrano l’efficacia delle misure adottate per far fronte all’emergenza Bse come il divieto dell’uso delle farine animali nell’alimentazione del bestiame, il test obbligatorio su tutti i bovini di età superiore a 24 mesi e su tutti i capi malati o sottoposti a macellazione d’urgenza, l’eliminazione degli organi a rischio BSE dalla catena alimentare.

Ma anche e soprattutto – precisa la Coldiretti – l’introduzione a partire dal 1 gennaio 2002 di un sistema obbligatorio di etichettatura completa delle carni bovine in circolazione sul mercato che consente di conoscere l’origine della carne acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonché un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta d’identità del bestiame.
Si tratta di misure di salvaguardia che – sottolinea la Coldiretti – sono state particolarmente apprezzate dai consumatori italiani come dimostra il fatto che gli acquisti di carne bovina sono aumentati del 20 % rispetto ai livelli minimi registrati con il primo caso di mucca pazza accertato in Italia il 13 gennaio 2001. Nel 2004 – conclude la Coldiretti – gli acquisti domestici di carne bovina delle famiglie italiane del panel Ismea-AcNielsen sono risultati oltre le 400.000 tonnellate (23 chili per famiglia acquirente) per un importo di 3,5 miliardi di Euro.