Scontro treni: Orsa, carenze strutturali forse concausa

Le “gravi carenze strutturali” in merito alla sicurezza, “hanno avuto un importante ruolo nel
determinare” il disastro ferroviario di Crevalcore “al punto da poter essere individuate come concausa”. Lo scrive l’Orsa, il sindacato dei macchinisti, in un esposto “sulla sicurezza della linea ferroviaria Bologna-Verona” consegnato in mattinata alla Procura del capoluogo emiliano, che sta indagando sullo scontro fra treni nel bolognese che ha provocato 17 morti.


“Appare una grave omissione aver ignorato il fatto che sulla linea Bologna-Verona non sia stata introdotta alcuna nuova tecnologia di sicurezza – si legge nell’esposto di sette pagine – anzi è stata tolta definitivamente anche quella che c’era”:
Nell’atto, il cui deposito era stato annunciato qualche giorno fa, il sindacato sottolinea “alcuni aspetti fondamentali, utili per una corretta valutazione sia della dinamica che del contesto
in cui tale evento si è verificato”. E poi denuncia “le gravi carenze strutturali” in materia di sicurezza. Fra i punti viene ricordato lo spostamento della segnaletica avvenuto in diverse tratte, come nei pressi della stazione di Bolognina di Crevalcore, dove è avvenuta la tragedia: “siamo passati da
1.500 metri circa a poco più di 50 metri di distanza tra i due treni”. Così, secondo l’Orsa, “non vi è più lo spazio di frenatura sufficiente per arrestare il treno prima di entrare in collisione con il treno che sta giungendo in stazione dalla direzione opposta, come è appunto accaduto il giorno 7 al treno
2255”.

I macchinisti puntano il dito anche sulla rimozione della ripetizione segnali discontinua: “si configura come una grave omissione di strumenti di sicurezza, dal momento che nessuna altra
tecnologia è stata installata in sua sostituzione”.
Sotto accusa anche il Vacma, “che altro non è che un temporizzatore che obbliga il macchinista a tenere pigiato un pedale per poi rilasciarlo prima che siano trascorsi 55 secondi, per tutto il tempo in cui rimane alla guida”. Per i macchinisti “non è da escludere che il suo utilizzo abbia causato la distrazione nel momento cruciale per la visibilità
del segnale, procurando un incremento dello stress e della fatica. L’utilizzo del Vacma – ha ribadito l’Orsa – è quindi una possibile concausa del disastro”.

Nell’esposto si chiede alla Procura di Bologna di
“prescrivere alla società Trenitalia il ripristino degli
equipaggi a doppio macchinista, a cominciare dai treni percorrenti linee a semplice binario non attrezzate con blocco automatico a correnti codificate e la rimozione delle apparecchiature Vacma dai mezzi di trazione e la prescrizione a
Rfi di abrogare le delibere relative alle norme sull’agente (unico macchinista, ndr) e sull’utilizzazione del Vacma. Nonché diredigire un piano di programmazione e finanziamento per
completare l’installazione della ripetizione segnali continua sulle linee a doppio binario, per portare a termine il raddoppio delle linee a elevata intensità di circolazione e di introdurre
l’Scmt (sistema di controllo marcia, ndr) sulle linee a semplice binario”.