Smog: Coldiretti, non fermare auto, cambiare carburante

Per affrontare il problema dello smog in città non fermare le auto ma cambiare il carburante cogliendo le opportunità offerte dalla valorizzazione dei prodotti e dei sottoprodotti dell’agricoltura per scopi energetici e ambientali.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un obiettivo che va perseguito con più decisione anche se la finanziaria 2005 contiene una positiva agevolazione fiscale che rende possibile ottenere, dai prodotti agricoli, bioetanolo da aggiungere alla normale benzina che limiterà le emissioni in atmosfera per 170.000 tonnellate di anidride carbonica. Una primo impegno che – precisa la Coldiretti – innalza il contingente triennale di defiscalizzazione sul bioetanolo (219 Milioni di Euro) ottenuto da biomassa di origine agricola coltivata ad uso energetico, sulla base di un progetto di filiera che deve valorizzare la produzione nazionale. Ma gli interventi previsti in finanziaria vanno accompagnati con la messa a punto di un programma di alimentazione delle autovetture con miscele di biocarburanti che preveda la realizzazione di isole ecologiche di distribuzione dell'”energia verde” nelle città dove si registrano i maggiori problemi di inquinamento.

Si potrebbe partire dai parchi veicoli delle aziende pubbliche e – continua la Coldiretti – creare incentivi non solo per i fabbricanti di veicoli ma anche per i consumatori che scelgono di usare carburanti alternativi attraverso stabili politiche di defiscalizzazione. ll bioetanolo – spiega la Coldiretti – viene prodotto tramite processi di fermentazione e distillazione di materiali zuccherini, amidacei o sottoprodotti come cereali, barbabietola da zucchero e prodotti della distillazione del vino e può essere aggiunto alla normale benzina in percentuali del 2%. Una scelta fatta con decisione dalla Francia che – precisa la Coldiretti – ha annunciato di voler triplicare la propria capacità di produzione dei biocarburanti, già molto più elevata di quella italiana, con la coltivazione entro il 2007 di un milione di ettari di terreno (cento volte superiore ai circa diecimila ettari coltivati attualmente in Italia).

Di fronte all’emergenza smog c’è dunque una ragione in più per recuperare il ritardo accumulato con soluzioni che – conclude la Coldiretti – concilino la necessità di movimento dei cittadini, l’esigenza di reddito delle imprese agricole, il rispetto dell’uso corretto e non intensivo delle risorse ambientali e la necessità di ridurre l’inquinamento atmosferico tenuto conto che i biocarburanti (biodiesel e bioetanolo) consentono una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 70%.