Dinazzano: ladri in azione in villa

Rapina in villa ieri sera
nel reggiano, dove una banda ha fatto razzia di gioielli tenendo
sotto la minaccia delle armi il proprietario, la moglie e la
figlia di 25 anni. E’ accaduto intorno alle 20.30 a Dinazzano,
una frazione di Casalgrande dove i banditi hanno preso di mira Villa Ferrarini,
residenza dell’agente di commercio Carlo Rossi, 54 anni (presidente del Sassuolo Calcio), e della
sua famiglia.


Quattro malviventi, tre armati di pistola e uno che impugnava
un coltello, si sono introdotti nel parco in cui è immersa la
villa e quando il proprietario è uscito in giardino lo hanno
bloccato costringendolo a rientrare in casa dove c’era la
moglie, mentre la figlia era in camera sua al piano di sopra.

Mentre uno teneva a bada la moglie in salotto, gli altri
hanno costretto l’ uomo a seguirli in giro per la casa e ad
aprire la cassaforte, da dove hanno rubato orologi, gioielli e
denaro per un valore ancora imprecisato. A quel punto, si sono
diretti verso la camera della figlia, che nel frattempo,
sentendo i rumori, si era chiusa a chiave nella stanza, e hanno
sfondato la porta costringendola a scendere al piano di sotto
insieme ai genitori. Poi hanno chiuso tutti e tre in un
ripostiglio e sono scappati scavalcando la rete di recinzione,
al di là della quale probabilmente era parcheggiata l’auto per
la fuga. Il figlio del proprietario, che abita in una villetta
all’interno del parco, ha sentito il cane abbaiare ma non si è
accorto di quello che stava succedendo. L’allarme è scattato
quando i tre si sono riusciti a liberare e ad avvertire i
carabinieri. Sono intervenuti gli uomini del comando provinciale
dell’Arma che hanno organizzato battute in tutta la zona e
istituito posti di blocco per dare la caccia ai banditi. Il
sospetto è che ad agire sia stata la stessa banda che 10 giorni
fa ha messo a segno un altro colpo a Castellarano, sempre nel
comprensorio ceramico, ai danni della villa di un imprenditore.
In meno di due mesi sono cinque le rapine in villa messe a
segno in provincia di Reggio Emilia ai danni di facoltosi
imprenditori, di cui tre nel distretto ceramico e due nella
bassa reggiana.