Traversata appenninica tosco-emiliana con slitte e cani

Ripercorrere con slitte trainate da Husky siberiani (e il supporto logistico di motoslitte) gli antichi sentieri del crinale appenninico che per secoli hanno costituito l’unica e trafficatissima strada degli scambi commerciali tra l’Emilia e la Toscana.

L’avventura, organizzata dal Wandi Ista Team di Lucca e dalla Pro Loco Miscoso di Ramiseto (Re), con la collaborazione della Pro Loco Piandelagotti (Mo), ha fatto incontrare due culture diverse ma unite dalla stessa passione per lo sleddog, le motoslitte e la montagna incontaminata. Ma c’è anche la riscoperta di importanti radici culturali (da vicende legate a Matilde di Canossa all’antica via del sale Vandelli) alla base della ‘Traversata appenninica tosco-emiliana sulle orme del lupo’, che dal 28 gennaio al 6 febbraio solcherà con tre tappe l’Appennino modenese e con altre tre quello reggiano.

Il gruppo di appassionati di sleddog che fa capo al Wandi Ista Team fondato da Marco Morotti, alla ricerca di piste per praticare lo sport, ha ‘incontrato’ due anni fa alcuni appassionati di motoslitte, riuniti nella Pro Loco Miscoso di Ramiseto. Insieme hanno realizzato, nel 2004, la prima traversata appenninica, per la quale è stato necessario risistemare vari tratti di mulattiere e ripulire da tronchi e sassi tanti pezzi di quelle che Stefano Dolci, presidente della Pro Loco Miscoso di Ramiseto, definisce le ‘antiche autostrade’ tra Emilia e Toscana. I sentieri, larghi non più di due metri, erano battuti continuamente da carri che trasportavano bestiame, formaggi e grano verso il mare, portando in Appennino altre merci, tra cui farina di castagno e soprattutto il sale.

La novità della Traversata 2005 è proprio la riscoperta dell’antica via Vandelli, attraverso la quale l’oro bianco arrivava dalla Toscana nel modenese (la carovana farà tappa al Casone di Profecchia, a S.Anna a Pelago, a Piane di Lama Mocogno, dopo aver toccato il Passo Radici e il Passo Cento Croci). Come tutte le antiche rotte commerciali, anche questa era infestata dai briganti: non a caso il nome del Passo Cento Croci deriva, secondo la leggenda, dall’estrema pericolosità del luogo.

La ricerca ‘geografica’ dei sentieri appenninici dove correre con le slitte, si è incrociata con quella storica: così Marco Morotti ha scoperto che Montemagno, il paese in cui aveva sede l’associazione di sleddog, è collegato alla signora di Canossa: qui Matilde scese per dirimere una diatriba tra cattolici lucchesi e pisani. Dal 4 al 6 febbraio la carovana attraverserà il reggiano, toccando Febbio, Ligonchio, Cerreto Laghi e Miscoso di Ramiseto. Ad ogni tappa di saranno momenti di festa e incontro con cittadini e scolaresche. Alle autorità locali, che hanno sostenuto l’iniziativa, importante per la promozione dell’Appennino, verranno consegnati simbolici sacchetti di sale.